mercoledì, Giugno 16, 2021
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Visita allo STIR di Giugliano

Visita allo STIR di GiuglianoLe telecamere di Road Tv Italia hanno ripreso gli esterni dello stabilimento di tritovagliatura (STIR) di Giugliano, avremmo voluto riprendere gli interni e parlare con un responsabile dell’impianto, ma all’ingresso siamo stati fermati da un sorvegliante.

Alla nostra richiesta di intervistare e fare riprese, siamo stati allontanati, gentilmente da quattro militari dell’esercito presenti nell’impianto.

Siamo riusciti a riprendere delle ecoballe già pronte, sempre da lontano, per il divieto dato dai militari.

Abbiamo lasciato l’area dello stabilimento ed a circa 3/4  km ci siamo imbattuti in un parcheggio completamente invaso dai rifiuti, di ogni genere. C’erano degli operatori ecologici, che con mascherine e pale, cercavano di convogliare i rifiuti all’interno di un camion per la raccolta,  senza che ci fosse nessun criterio di differenziata, tra esalazioni prodotte da piccoli roghi, tra rifiuti organici e non,  residui di calce viva, e proteste di lavoratori di un parco giochi , che ha chiuso per i troppi rifiuti, scaricati nel parcheggio dello stesso.

Un impianto CDR produce le cosiddette “ecoballe”: dopo aver subìto uno specifico trattamento (sottrazione di materiali non combustibili e di gran parte della frazione umida, tritovagliatura), i rifiuti vengono compressi in ammassi da circa una tonnellata ciascuno e poi incellofanati, dando vita a quello che potrebbe vagamente assomigliare ad una balla di fieno plastificata.

Il CDR, per essere definito tale, deve presentare determinate caratteristiche, fra cui il corretto potere calorico e la giusta umidità. ( 1)L’impianto di Giugliano è stato costruito per trattare 451.500 tonnellate di rifiuti urbani all’anno, (2) ma purtroppo questo impianto, come del resto anche gli altri sei impianti campani, non ha praticamente mai prodotto CDR a norma di legge e che quindi potesse essere usato come combustibile in inceneritori o altri impianti industriali.

Questo è dovuto a vari fattori: innanzitutto, una parte troppo piccola della frazione organica veniva separata dal resto dei rifiuti, rendendo troppo umido il prodotto finale; poi, la separazione dei materiali non combustibili non veniva effettuata come si sarebbe dovuto, ed infine venivano introdotti rifiuti di provenienza non dichiarata: di 100 tonnellate di rifiuti che entravano, e uscivano 120.

20 tonnellate in più di roba sconosciuta, con ogni probabilità di rifiuti industriali,(3) ivi separata dal resto dei rifiuti,Dunque è stato inutile continuare a fingere: i falsi impianti CDR sono stati “convertiti” in stabilimenti di tritovagliatura e imballaggio dei rifiuti (STIR). Gli STIR, in pratica, riducono il volume dei rifiuti solidi urbani del 30-40%.(4) Ciò che viene prodotto in questo modo, viene inviato all’inceneritore di Acerra per essere incenerito Il sistema di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Campania, così com’è adesso, è molto fragile e basta un nonnulla per farlo andare in tilt.

Per esempio, nel caso in cui uno degli impianti STIR si ferma per un qualunque motivo (un incendio, un incidente, le vacanze dei dipendenti, la saturazione dei magazzini), si fa molta fatica ad evitare che i rifiuti invadano le strade della regione.

Come visto nel testo su Taverna del Re, la camorra, che esercita un controllo capillare sul territorio e le attività che vi si svolgono, è stata coinvolta nella costruzione degli impianti di CDR, e nella loro gestione[5]. A questo sono riconducibili molti degli incendi che hanno coinvolto negli anni svariati CDR, fra cui quello di Giugliano[6].I 24 comitati ed associazioni del Coordinamento Regionale Rifiuti (Co.Re.Ri.) propongono di trasformare i sette impianti, costruiti con 270 milioni di euro dai fondi strutturali dell’UE[7], in impianti di trattamento-meccanico biologico (TMB). Questo trattamento dei rifiuti indifferenziati a freddo è tra i modelli più avanzati dello smaltimento rifiuti: abbinando processi meccanici a processi biologici riduce al 30-40% i rifiuti da conferire in discarica o all’incenerimento, visto che si produce compost e si estraggono i materiali riciclabili.

Secondo il Co.Re.Ri., la trasformazione avrebbe un costo contenuto, poiché i macchinari necessari per il compostaggio sono in parte già presenti negli STIR ex-CDR[8].

1] http://it.wikipedia.org/wiki/Combustibile_derivato_dai_rifiuti – 28.12.2010
[2] Paolo Rabitti, Ecoballe (Alberti editore, 2008), p.217
[3] SpazzaTour 2009 – 03 Taverna del re parte 2 – http://www.youtube.com/watch?v=CqFP5RQwOas – 28.12.2010
4] http://meloniclaudio.wordpress.com/2010/11/30/lo-stir-rimane-vuoto – 28.12.2011

5] Legambiente, rapporto Ecomafia 2010 (Edizioni Ambiente, 2010), p.162
[6] http://www.9online.it/blog_emergenza_archivio/2009/02/11/fiamme-nell-impianto-cdr-di-giugliano – 28.12.2010
[7] http://www.rifiuticampania.org/rifiuticampania/articles/art_5203.html – 28.12.2010
[8] http://it.wikipedia.org/wiki/Trattamento_meccanico-biologico – 28.12.2010

Di Anna Copertino

Visita allo STIR di Giugliano
Redazione Desk
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.
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