Cultura

Una certezza chiamata Comicon

Successo per l’edizione 2026: tra fumetti, musica e cultura pop, il cuore della manifestazione è stato il dialogo tra pubblico e passioni condivise

Cala il sipario sull’edizione 2026 del Comicon, il Festival Internazionale della Cultura Pop che ha animato la città di Napoli durante il ponte del Primo Maggio.

Al di là dei numeri – sempre crescenti e sempre confortanti per il settore dell’editoria fumettistica e dell’intrattenimento – quel che promuove a pieni voti questa ventiseiesima edizione è il dialogo intergenerazionale.

Il Comicon non è stato, infatti, un festival canuti fumettisti e cosplayers della generazione Zeta: all’interno della Mostra d’Oltremare (luogo iconico per qualsiasi napoletani attratto da un evento fieristico) ci si è guardati negli occhi e, soprattutto, si è dialogato. Un dialogo fatto di passioni che hanno unito prima padri e figli poi intere community ritrovatesi all’ombra del Vesuvio per celebrare la festa di qualsiasi appassionato di cartoni animati, serie tv, videogiochi e quanto possa offrire il panorama della cultura pop.

E si faccia attenzione ad abbinare sempre quelle due parole: questa forma di cultura è pop perché al passo coi tempi, commerciale ma nient’affatto superficiale.

Un messaggio arrivato chiaro, anzi chiarissimo, dal magister Leo Ortolani che ha calvinianamente diretto questa edizione prendendo tra le mani una macchina già rodata e aggiungendo quel pizzico di leggerezza che ha permeato la fiera durante i quattro giorni.

È pop perché Caparezza e Tony Pitony – tra gli ospiti più apprezzati – hanno conquistato pletore di lettori (il cantante pugliese è arrivato in fiera con un graphic novel griffato Sergio Bonelli Editore del quale era protagonista) e followers mostrando un lato umano particolarmente apprezzato dal pubblico.

Dal punto di vista fumettistico: Tanino Liberatore, Zerocalcare e Milo Manara sono state le rassicuranti certezze per i cacciatori di autografi, che hanno sfidato il caldo e le lunghe attese per poter incontrare anche “l’uomo dei paperi” Don Rosa o Kazuhiko Torishima o Nine Antico.

Nota di merito alle tante case editrici indipendenti che hanno proposto storie e illustrazioni di altissima qualità.

Restando in tema di qualità, la solita grande attenzione per le aree dedicate ai giochi da tavolo e a quelli virtuali, con tornei di Fifa che hanno catturato l’attenzione di tantissime nuove leve, stanche forse del calcio giocato e desiderose di seguire nuovi e talentuosi idoli del joypad.

Menzione d’onore per le mostre e, soprattutto, per i laboratori creativi che hanno permesso ai piccoli fruitori del Comicon di: illustrare, scrivere e scoprire quanto possano essere pop la scienza e l’archeologia.

Il conto alla rovescia per l’edizione 2027 è già scattato, con la necessità di aspettare il 29 aprile del nuovo anno e di conoscere quale sarà il Magister per l’anno venturo. Intanto… si aspetta con ansia l’edizione bergamasca del Festival con la consapevolezza che a Napoli la parola Comicon è più di una garanzia.

di Paquito Catanzaro.

This post was published on Mag 4, 2026 11:49

Redazione

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