Dopo 5 mesi dagli scontri a Tor Di Quinto, durante la finale di coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, Daniele De Santis, che ha ucciso il nostro Ciro Esposito, si avvale della facoltà di non rispondere.
“Non parlerò con i giudici,non sono pronto ad affrontare questo interrogatorio non me la sento adesso”,ha scritto ed inviato via fax ai pm,che si sarebbero dovuti recare presso la struttura Belcolle di Viterbo, dove “Gastone” è ricoverato.
Sorgono vari dubbi: delle lesioni ad un arto inferiore ed al torace possono impedire un soggetto colpevole di omicidio di sostenere un interrogatorio di importanza fondamentale? O è tutto studiato per preparare ulteriori referti ad hoc e “garanzie” per un imputato, vicino alla politica locale, uscito più volte indenne da svariati processi?
Come può lo Stato tutelare il silenzio di un assassino,che ha ammesso di aver sparato ad un ragazzo di 30 anni? Dal 3 maggio nel cuore di ogni tifoso del Napoli c’è un velo di amarezza, soltanto la giustizia potrà placare la rabbia.
This post was published on Ott 8, 2014 10:40
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