Otto splendide magnolie tagliate una dopo l’altra per far posto a un parcheggio, ma senza i necessari permessi. E’ lo scempio che si è consumato ieri mattina a via Tasso, all’altezza di Largo Madre Teresa di Calcutta, sotto gli occhi increduli del consigliere della V Municipalità Mariano Peluso.
“Quando ho visto gli alberi cadere mi si è stretto il cuore” racconta il consigliere M5s ricordando la triste scena a cui ha assistito. Da circa 3 anni quella zona di via Tasso è interessata dai lavori per la costruzione di un parcheggio. La ditta che se ne sta occupando, la Falco Immobiliare, dopo aver comunicato al Comune di Napoli l’inizio dei lavori per la riqualificazione del marciapiedi antistante il parcheggio e dopo aver richiesto l’istituzione di un apposito dispositivo di traffico dal 7 gennaio al 4 febbraio 2014, ha iniziato subito con i lavori.
E il primo atto è stato quello di abbattere le 8 magnolie che costeggiavano la via. “Alberi stupendi, e anche molto grandi. Ci saranno voluti almeno trent’anni per farli crescere così rigogliosi” spiega Peluso. Peccato che nelle carte in possesso della ditta non ci fosse alcun permesso a procedere all’abbattimento: in altre parole, nei lavori non era previsto che le piante dovessero essere rimosse.
ECCO COM’ERA VIA TASSO PRIMA:
Immediato è scattato l’allarme: su sollecitazione del consigliere Peluso, una pattuglia di vigili urbani inviata dall’avvocato Lisi, staffista di Sodano, è accorsa sul posto per verificare i permessi della ditta. Ma troppo tardi, perché gli alberi erano ormai già stati tutti tagliati. “Il peggio è vedere l’indifferenza della gente” racconta ancora Peluso. “Nessuno degli abitanti della zona è uscito di casa per venire a vedere che cosa stava succedendo”.
A quanto pare al Comune nessuno era informato dei fatti. Nel progetto presentato dalla ditta, a fine lavori la riqualificazione dell’area dovrebbe prevedere la piantumazione di nuovi alberi, proprio nei punti esatti in cui sono stati abbattuti quelli vecchi. Un dettaglio che sembra quasi una presa in giro.
La ditta si è difesa dicendo che le radici degli alberi stavano diventando un pericolo per le fognature. Una affermazione che è impossibile verificare al momento. Peluso intanto sta preparando un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare l’accaduto. “Il verde è un bene comune, è giusto che chi lo elimina senza permesso paghi”.
This post was published on Gen 8, 2014 17:25
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