Il padre del ragazzo lo scorso febbraio, tramite il Corriere del Mezzogiorno, aveva lanciato il suo ennesimo grido per scoprire i responsabile della morte di suo figlio, il quattordicenne Salvatore Giordano, deceduto otto mesi prima dopo essere stato colpito alla testa da alcuni calcinacci venuti via da una parte del cornicione della Galleria Umberto I di Napoli. “Otto mesi sono tanti, troppi. Noi siamo gente umile, che lavora. Vorremmo solo che il nostro dolore sia alleviato dall’accertamento delle responsabilità. Non so più a chi rivolgermi per chiedere che si faccia presto. Al ministro? Al Governo? Se serve, farò anche questo. Lo ripeto: io e la mia famiglia adesso stiamo vivendo solo per sapere la verità e per avere giustizia“. Una verità che oggi sembrerebbe finalmente svelata.
Dopo otto lunghi mesi finalmente è stata depositata in procura la perizia necessaria all’individuazione dell’appartenenza dei pezzi venuti giù dal cornicione della Galleria Umberto I, che lo scorso luglio hanno provocato la morte del quattordicenne di Marano. Una relazione di 130 pagine dove al momento vige il massimo riserbo sul contenuto. Perizia depositata grazie al lavoro svolto dal docente di tecnica delle costruzioni e ingegnere forense, Nicola Augenti, con il contributo dei carabinieri della compagnia Napoli Centro agli ordini del capitano Stefano Tosi. Ricordiamo infine che i reati, con cui sono attualmente indagate 45 persone, sono di omicidio e crollo colposo, e tra i colpevoli non ci sono solo i proprietari e amministratori di condominio, bensì tre funzionari dell’ufficio tecnico del Comune di Napoli.
This post was published on Mar 4, 2015 11:24
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