di Fabio Iuorio
Si entra nel museo, si tira fuori il telefono dalla tasca e lo si punta verso un’opera. In un luogo d’arte, di solito, un gesto del genere viene guardato quasi con fastidio. A San Lorenzo Maggiore, invece, diventa il primo passo per capire meglio quello che si ha davanti. Si chiama “Oltre l’Opera – San Lorenzo Experience” ed è il nuovo progetto firmato da Delante – Welcome Inside Art, che verrà presentato alla stampa giovedì 15 ottobre alle 11 nella Sala Capitolare del Complesso Monumentale, nel cuore del centro storico di Napoli.
Niente applicazioni da scaricare, niente visori o apparecchi particolari: basta il proprio smartphone. Il visitatore inquadra un QR code e si apre una Web App, dove sceglie la lingua (ce ne sono cinque) e il piano da cui vuole cominciare il giro. A quel punto la fotocamera fa il resto: si punta un’opera, il sistema la riconosce e sullo schermo arrivano testi e audio che ne raccontano la storia. Il percorso copre tutti e tre i piani del museo.
La tecnologia in questo caso non vuole prendersi la scena, vuole tenere il visitatore con gli occhi sull’opera. Per ricevere qualsiasi informazione bisogna partire dall’oggetto vero, averlo davanti, inquadrarlo. Nessuno viene portato in un mondo virtuale che fa dimenticare dove si trova; succede piuttosto il contrario. “Non portiamo l’arte dentro lo smartphone. Usiamo lo smartphone per riportare le persone davanti all’arte”: è la frase che accompagna il progetto e che ne spiega il senso meglio di qualsiasi scheda tecnica.
Nei musei e nei luoghi della cultura il cellulare è stato visto spesso come una distrazione, qualcosa che porta via l’attenzione da ciò che si sta visitando. A San Lorenzo gli viene chiesto di fare l’esatto opposto, cioè diventare un collegamento tra il modo di comunicare di oggi e un patrimonio che ha alle spalle secoli di storia. E questo proprio per avvicinare all’arte i più giovani, italiani e stranieri, partendo da un oggetto che hanno in mano tutti i giorni. Non c’è bisogno di insegnargli niente di nuovo: si parte da un gesto che fanno di continuo, inquadrare quello che hanno di fronte, e lo si trasforma in un modo per conoscere. Le cinque lingue, poi, rendono il percorso subito accessibile anche ai tanti turisti che ogni giorno attraversano Napoli e il suo centro antico.
Ogni opera, del resto, si porta dietro storie, persone, epoche e significati che non sempre si colgono solo guardandola. Il telefono serve a far venire fuori tutto questo senza coprire l’esperienza reale della visita. “Lo smartphone non prende il posto dell’opera: aiuta a guardarla, comprenderla e ricordarla”, si legge nella presentazione. E pochi posti si prestano a questa sfida come San Lorenzo Maggiore e la Neapolis Sotterrata, dove la storia si è accumulata strato dopo strato e dove passato e strumenti nuovi possono stare insieme senza pestarsi i piedi.
Giovedì, a raccontare il progetto e a mostrarlo all’opera dal vivo, ci saranno l’architetto Giovanni De Pasquale per il Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore, Antonio Aprea, CEO e co-fondatore di Delante, Daniela Savvy, docente di Diritto europeo dei beni culturali, ed Ernesto Romano, responsabile dello sviluppo software di Delante. A moderare l’incontro sarà Morena Servidei, responsabile della comunicazione del progetto. Si parlerà della filosofia che ha guidato il lavoro e delle sue caratteristiche tecniche, ma anche di come le nuove tecnologie possano aiutare a portare un pubblico nuovo nei luoghi della cultura. Ad accogliere i presenti ci sarà un caffè di benvenuto e in sala sarà presente un interprete della Lingua dei segni italiana.
Per chi conosce già San Lorenzo sarà un modo diverso di tornarci; per chi non ci è mai entrato, magari, l’occasione giusta per farlo: con il telefono in mano, ma con lo sguardo rivolto altrove.












