di Andrea Stella
Cercando nella piccola editoria a volte si trovano delle piccole perle che sanno stupirti e non si possono non apprezzare. Non è facile imbattersi in opere d’esordio che sappiano lasciare il segno, ma Morte al Castello – la prigione degli amanti, sa essere una lettura avvincente e sorprende per scorrevolezza, intreccio narrativo e capacità descritta. Rubina E. Rossi, nome che firma il romanzo, in realtà cela un progetto di più ampio respiro, di cui questo libro è solo il primo passo, e di cui siamo sicuri sentiremo parlare a lungo.
Il romanzo è un punto di incontro tra il giallo e il noir, che sa uscire dai canoni classici di genere risultando imprevedibile e godibile su più livelli. C’è una particolare esaltazione estetica per i luoghi dove è ambientato, scopriamo una Ferrara seducente e bellissima, che mette in mostra le sue meraviglie facendo da incredibile scenario per gli avvenimenti raccontati. Il castello Estense si erge con prepotenza come luogo perfetto dove far rinvenire un cadavere senza testa di una giovane donna. Da questo ritrovamento parte il viaggio di Tony Della Rocca, investigatore italo-americano, uomo tormentato che non è riuscito ancora a fare i conti con il suo passato, e che le indagini per dipanare la matassa del mistero in cui si trova immerso lo porterà a fare i conti con la sua rigidità morale e rivalutare la propria scala di priorità rigurado i propri valori.
Una delle capacità di questo libro è saper alternare momenti di reale suspance a situazioni divertenti, sapendo inserire sarcasmo e ironia in vicende cupe e avvolte nel mistero. Questo riesce a rendere la lettura ancor più accattivante e fluida. Degno di merito almeno quanto la creazione delle ambientazioni è il lavoro fatto sulla caratterizzazione dei personaggi, i cui dettagli non sono lasciati al caso e la loro funzione è svolta in maniera perfetta. Morte al castello – La prigione degli amanti è un libro assolutamente da leggere, non solo per gli appassionati al genere giallo ma per tutti gli amanti dei bei libri, soprattutto per chi sa apprezzare la piccola editoria e gli autori emergenti fuori dai grandi giri editoriali.
This post was published on Mar 4, 2020 19:11
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