Cultura

Gente magnifica gente…

Si torna sempre con piacere dove si è stati bene, dove hai vissuto un momento di perfetta armonia , cullato da melodie uniche che girano senza sosta tra i corridoi della mente.  Venerdì 10 aprile eravamo in tanti ad applaudire il maestro Mattone ed il suo fenomenale Scugnizzi che, dopo tanti anni, la famiglia Caccavale riportava sulle tavole dove tutto era nato , quelle del teatro Augusteo.

L’idea germinata da un film diretto da Nanny Loy ,  regista sardo amante di Napoli, della sua storia e del suo folclore , aveva prodotto un capolavoro di note, un musical che dopo aver incantato intere generazioni finalmente ritorna con un cast tutto nuovo, fatto di esordienti.  Claudio Mattone voleva riportare l’opera al suo intento originario, una palestra di vita e lavoro per voci uniche che solo questa città riesce a donarci. Tanti artisti sono passati tra carcer e’ mare e gente magnifica gente, Sal Da Vinci , Massimiliano Gallo, Serena Rossi , Andrea Sannnino , ognuno con le sue esperienze che fuse perfettamente con la storia di Saverio e del rosso che identificano due volti diversi di questa città , quello di chi non si arrende al male e quello  di chi crede che nella violenza e nell’illegalità ci siano le risposte alle miserie di una vita senza sogni e speranze  .

Alfonso Giorno e Ciro Salatino sono i due nuovi protagonisti; il primo interpreta don Saverio con doti vocali davvero notevoli e dimostra il lavoro fatto in questi mesi di prova ,  il secondo dalla presenza scenica importante regala un rosso davvero indimenticabile . Per il resto dei ragazzi non posso che dare giudizi postivi, tutti vocalmente dotati sebbene ancora acerbi e capaci di ripetere in modo preciso le geniali coreografie ideate da Gino Landi. Plauso anche alle scene del maestro Bruno Grafolao che tra video wall e ricostruzioni ridisegnano i vicoli di una città dove spesso il male riesce a fare più proseliti del bene.

Sono passati oltre vent’anni dall’ultimo allestimento ma canzoni come Aiere, scetate sce’  emozionano ancora e la platea non riesce a trattenere qualche lacrima ed  a star seduta quando partono le travolgenti note di quell’inno gioioso che è la città è pulcinella.  Scugnizzi è tutto questo , una storia nata da un film che raccontava la Napoli grigia dei primi anni ottanta con attori straordinari come Gullotta e Giuffrè  e quelle magnifiche canzoni che poi sono diventate il fulcro del musical di Mattone.  Vedere famiglie con figli giovani che non avevano mai assito allo spettacolo coinvolte all’unisono dimostra quanto quest’opera  non sia mai invecchiata perché finché ci sarà un cuore a battere ed un orecchio capace di ascoltare canzoni cosi emozionanti , Napoli e le sue voci, non moriranno mai nemmeno sotto i colpi della camorra più violenta ed il finale che ci accompagna da oltre vent’anni con quella ricerca di attenzione che è Gente magnifica gente ,  ci ricorda che il male può vincere per una frazione di secondo ma dopo che il sipario si riapre per gli applausi la vita ci racconta che Saverio ed il rosso sono due giovani che sorridono e si abbraciano come se la scelta di delinquere sia solo una possibilità tra le tante che perfino una metropoli nota per Gomorra riesce ad offrire .

Finiamo tutti con qualche piccola lacrima quando Claudio Mattone sale sul palco emozionato come un autore alle prime armi e diventa parte di quel cast di facce da fanciulli che ci ha regalato due ore potenti di grade arte.

di Roberto Schioppa.

This post was published on Apr 15, 2026 10:25

Redazione

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