Nessun allarmismo, sia chiaro. Però a fronte di molte persone che a Napoli e dintorni hanno dormito già pronte per scappare, o addirittura hanno passato la notte in auto, ecco alcuni punti fermi da osservare se si vuole fare un kit di sopravvivenza.
Valutate le esigenze vostre e della famiglia (soprattutto di acqua). Un adulto ha bisogno di più o meno 4 litri di acqua al giorno. Un anziano, una donna che allatta o chi vive in regioni calde potrebbe avere bisogno di quantità maggiori. Si calcola che i giorni di emergenza estrema sono sempre almeno tre, quindi calcolate la quantità minima di acqua necessaria. Certo l’acqua conservata a lungo in bottiglia potrebbe non avere un buon sapore, ma di certo è sicura da bere. Serve poi cibo a sufficienza per tre giorni. Meglio cibo liofilizzato e barrette, che però costano molto, per cui va bene anche lo scatolame (basta ricordarsi poi l’apriscatole).
Dal momento che torce elettriche, penne e ombrelli tendono a sparire per primi, compratene qualcuno in più. I Vigili del Fuoco raccomandano di tenere una torcia e un paio di scarpe robuste vicino al letto di ciascun componente della famiglia. Si consigliano le torce elettriche a led sono piccole e costano poco.
Gli esperti raccomandano di avere sempre a portata di mano una radio per le notizie e gli aggiornamenti sui soccorsi, meglio ancora se si ricarica ad energia solare. Meglio avere un caricatore solare per cellulare, iPad e altro e considerare anche un caricabatterie per auto.
Sarebbe meglio tenere tutto il materiale di primissima necessità in un unico zaino in un posto velocemente raggiungibile in caso di fuga precipitosa. Dal momento però che non è detto che al momento dell’emergenza siate a casa è consigliabile tenere anche qualcosa in macchina (acqua, per esempio) e/o in ufficio.
Se avete l’abitudine di salvare documenti, o altro a cui tenete, su computer o affini, è una buona idea iniziare a fare un back up di tutto. Vi risparmierà il dover frugare in fretta per mettere in salvo foto, musica, documenti della banca e file vari al momento della fuga. Meglio magari un processo in due tempi: prima salvare tutto su un disco rimovibile e poi su uno dei servizi online di salvataggio che salvano le vostre cose anche se il vostro computer va in mille pezzi.
Fare provviste e basta non è sufficiente: coordinatevi con il resto della famiglia e concordate un unico punto in cui tutta la famiglia dovrà convergere per ritrovarsi, qualora al momento della disgrazia i singoli si trovassero in posti diversi e le linee telefoniche siano saltate.
Prevenire è meglio che curare, ma tutti ci auguriamo comunque che non succeda niente: #NoAuguri ai terremoti!
This post was published on Dic 30, 2013 18:52
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