È morto a Roma a 84 anni il giornalista nato a Torre del Greco. Caporedattore e conduttore Rai, ha guidato Tg2 e Tg3 per oltre vent’anni, firmando programmi di approfondimento e seguendo alcuni dei momenti chiave della storia italiana e internazionale.
È morto oggi a Roma, all’età di 84 anni, Mimmo Liguoro, per anni tra i volti più noti dell’informazione Rai.
Nato a Torre del Greco nel 1941, Liguoro è stato caporedattore e conduttore del Tg2 dal 1982 al 1995 e successivamente del Tg3 dal 1995 al 2006.
L’Ordine dei giornalisti, in una nota di cordoglio, ne ricorda l’impegno professionale e la lunga carriera al servizio dell’informazione pubblica.
Nel corso degli anni ha curato e condotto numerosi spazi informativi per la Rai, tra cui le rubriche di cultura e attualità Pegaso, considerata antesignana dei programmi di approfondimento giornalistico fuori dai telegiornali, Gulliver, Tg3 Cultura e spettacolo e Tg2 Mattina.
Negli anni Ottanta guidò l’edizione di mezza sera del Tg2, primo telegiornale collocato in fascia serale tra quello delle 19.45 e l’edizione notturna.
Alla conduzione di Pegaso si occupò anche della prima guerra del Golfo, seguendone gli sviluppi fino all’ingresso delle truppe americane in Kuwait. Il programma ottenne il premio regia televisiva.
Tra i principali avvenimenti seguiti da Liguoro figurano la visita del presidente statunitense Bill Clinton ad Anzio, l’elezione di Francesco Cossiga al Quirinale, congressi dei maggiori partiti italiani e numerose manifestazioni sindacali.
Il suo stile sobrio e autorevole ha segnato una stagione importante del giornalismo televisivo italiano, in anni di profonde trasformazioni politiche e sociali.
In pensione dal giugno 2006, Liguoro ha continuato a contribuire al mondo dell’informazione come componente delle commissioni d’esame dell’Ordine nazionale dei giornalisti per l’accesso alla professione.
Ha inoltre insegnato Teoria e Pratica del Giornalismo Televisivo nella Scuola di Giornalismo dell’Università di Salerno e Teorie e Tecniche del Linguaggio Giornalistico nello stesso ateneo.
Alla famiglia sono giunte le condoglianze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.
This post was published on Feb 18, 2026 16:38
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