Voragine a Pianura, sgomberati nel Centro Polifunzionale

Voragine a Pianura, sgomberati nel Centro Polifunzionale

Le famiglie sgomberate dopo il crollo della voragine a Pianura, ospitate nel Centro Polifunzionale di Soccavo

Loro lo sapevano e lo avevano anche segnalato. E adesso, dopo il crollo dell’enorme voragine a Pianura, si ritrovano a dover vivere per chissà quanto in una palestra. Ben due, nel Centro Polifunzionale di Soccavo, ne sono state assegnate agli abitanti dei condomini sfollati. Ma ciò non basta. Non può e non deve bastare. Perché loro lo sapevano. Lo sapevano gli abitanti del quartiere, che appena sette giorni fa avevano visto un camion dell’Asia letteralmente “sprofondare con le ruote posteriori in una semplice buca“. Per poi sentirsi dire da vigili e i consiglieri comunali quanto fosse “tutto sotto controllo”. Salvo poi non veder assolutamente otturare il buco. Oggi diventa un po’ più difficile crederci. Credere che fosse tutto sotto controllo e non soltanto un continuo rimandare l’assunzione di una responsabilità che, adesso, è giusto capire a chi vada.

 

Voragine a Pianura: gli abitanti nel Centro Polifunzionale

“Ci siamo subito attivati per garantire l’incolumità dei residenti. In queste ore stiamo lavorando per garantire pasti caldi, un tetto ed un letto a tutti i cittadini che dovranno fronteggiare questa emergenza”. Le parole del presidente della IX Municipalità, Maurizio Lezzi, dette successivamente alla messa in sicurezza di tutta l’area da parte dei Vigili del Fuoco. Fondamentale anche per capire da cosa possa essere dipeso il crollo che ha generato l’enorme voragine di via Campanile, probabilmente prodotta dalla rottura di una condotta fognaria. Ma, anche qui, gli abitanti della zona continuano a non sentirsi tutelati affatto. Privi e privati di una qualsivoglia certezza. L’unica che resta è che, per il momento, per chi non dovesse avere un altro posto in cui andare a vivere, “saranno occupate due palestre. Una per gli uomini ed una per le donne che già da ora stanno ricevendo l’assistenza degli addetti della Protezione Civile”. La conclusione del presidente Lezzi. Anche a lui il compito di far luce sulla vicenda. Di dare una risposta definitiva alle 200 famiglie sgomberate dalle proprie case.