Voci di Ramadan a Napoli, tra preghiera e integrazione (VIDEO)

di Manlio Converti e Giuliana Gugliotti

Anche in Italia vivono ormai milioni di migranti musulmani. I loro Paesi sono sconvolti da dittature post-coloniali o da ribellioni, pacifiste o armate, contro i regimi che noi occidentali abbiamo sostenuto a fini petroliferi. Le antiche tradizioni dei califfati unificavano il potere del clero, della giustizia e della politica, come nei regni europei fino alla rivoluzione francese. Le rivoluzioni che continuano in Egitto e Turchia vedono contrapporre laici e ortodossi sul piano politico. C’è chi pretende la Sharia alla base della coatituzione, come il Vaticano pretende le radici cristiane alla base dell’Unione Europea, e c’è chi invece pretende uno stato laico equidistante da ogni religione. Che le donne mettano o meno il velo, che si chiedano libertà laiche o si chieda liberamente la Sharia, che si viva nei Paesi d’origine o in Italia, tutti costoro durante questo mese, periodicamente considerato sacro, si uniscono in preghiera ad Allah compiendo il sacrificio del digiuno, il Sawm, ed espletando i doveri della carità, offrendo piccoli ristori rituali ai poveri dopo ogni tramonto, l’Iftar.

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