Voci da Casal di Principe, orfana o liberata da Nick O’mericano?

Casal di Principe, poche ore dopo la costituzione a Napoli, nel carcere di Secondigliano dell’ex sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi III nonché ex segretario regionale del Popolo delle libertà Nicola Cosentino, è un paese, salvo alcune eccezioni, con la bocca cucita e la memoria lunga.

Le parole vanno usate con la massima cautela, per cui esiste, chi come Michele, ascoltando dal radio giornale la notizia dell’arresto di Nicola Cosentino, laconicamente afferma: “sono tutti cornuti, pure i giornalisti”. Casal di Principe, comune italiano, in provincia di Caserta, ha 21 mila abitanti, secondo quanto afferma l’ultimo censimento.

A Casal di Principe, alle ultime elezioni politiche nazionali, il Popolo delle libertà ha conquistato il 45% dei consensi, ma non ha più eletto tre deputati al parlamento nazionale, e non è ancora in grado di conservare il proprio sindaco in Municipio. Per la terza volta, il comune è stato commissariato ed il dato rappresenta un mistero per la democrazia, per cui la comunità si espande fino a gonfiarsi come la rana che vuole diventare toro fino a scoppiare, quando in gioco c’è il destino d’Italia, ma rimpicciolisce quando c’e’ da curare il proprio territorio.

In una fredda giornata di metà marzo, camminando liberamente per Casal di Principe, non possiamo non notare tante buche e dossi, muri sfiancati dall’incuria e immigrati che tornano a casa dopo una giornata di duro lavoro. Questa era la patria natia di Nicola Cosentino, ma lui non c’è. D’altronde da anni, l’onorevole si è trasferito a Caserta, anche per mantenere una distanza di sicurezza da un paese complicato.

Sorseggiando un buon caffè, in un bar del corso Umberto, un cliente abituale difende a spada tratta Nicola Cosentino, colpevole solo di non essere politicamente una mezza cartuccia ma una bella persona, altruista, che ama la sua Casal di Principe e che assiste il popolo che soffre.

Franco, giovane elettorale del Popolo delle libertà, sostiene che l’arresto di Cosentino, sia figlio di una assenza di coraggio da parte del partito, dove l’invidia può più del coraggio e della lealtà, per cui per l’invidia di pochi ed incapaci dirigenti del partito si lascia un innocente in carcere.

Bruno, operaio specializzato nel settore dell’edilizia, si schiera con Nicola Cosentino, di cui ricorda le gesta da calciatore nelle file della locale squadra di calcio denominata Albanova e dichiara : “l’unica colpa di Nicola Cosentino è quella di aver sostenuto politicamente il premier Berlusconi e la coalizione dei moderati, per questo è da anni inseguito dalle toghe rosse

A Casal di Principe, esistono anche voci fuori dal coro. La prima è rappresentata da Raffaele, giovane studente di giurisprudenza, che dichiara “il mio paese, Casal di Principe è salito agli onori della cronaca nazionale ed internazionale per due motivi, per l’esistenza di una spietata criminalità organizzata denominata i casalesi, e per l’onorevole Cosentino” 

La seconda voce, fuori dal coro, è rappresentata da Marianna, che non riesce ad avere alcuna compassione per gli ex onorevoli Cosentino, Nespoli e De Gregorio, finiti oggi in carcere il primo, ai domiciliari gli altri due, precisando che se non avessero avuto l’immunità parlamentare queste tre persone da anni sarebbero finite in carcere, come avviene per qualsiasi comune cittadino.

Da garantista autentica, Marianna precisa “se al termine dei processi, a loro carico, i tre esponenti politici, risultassero innocenti, si potranno rivalere sullo Stato”

E noi non possiamo non essere d’accordo

Giuseppe Parente

La redazione ringrazia l’autore e  Notte Criminale

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