“Viva Radio Londra e la lottizzazione politica della Rai”

VIVA RADIO LONDRA E LA LOTTIZZAZIONE POLITICA DELLA RAI

di Francesco Paolo Tondo

C’era da aspettarsi che prima o poi la rai fosse stata nuovamente lottizzata come da poco avviene, stavolta però a favore di un centro-destra che, diversamente dallo schieramento opposto, non è mai stato padrone incontrastato dei palinsesti della televisione di stato italiana. La tara della spartizione politica dei posti si riproduce da tempo in molti ambiti del lavoro pubblico: nella radiotelevisione sovvenzionata con il canone le nomine dei volti che appaiono in video, cosi’ come quelle del personale che prende decisioni importanti, spettano di continuo ai capi partito o alla maggioranza di governo in carica nelle varie legislature. L’ultimo “collocamento” in tema di giornalismo televisivo sulla rete ammiraglia rai ha visto Giuliano Ferrara riprendere un format abbastanza apprezzato come “Radio Londra”. Lo spazio dedicato al monologo dell’ex parlamentare comunista comprende i 5 minuti dopo la fine del telegiornale delle 20. Ferrara commenta vicende di attualità, soprattutto di attualità politica, senza esimersi dal criticare, anche se sottilmente, gli avversari del premier Berlusconi. Ecco allora la frecciatina ai vari giudici che secondo i maggiori esponenti del pdl condizionano in maniera abnorme la politica, oppure il panegirico di Bossi che ha partecipato, in veste di ministro della repubblica, alla celebrazione parlamentare del centocinquantesimo anniversario della bistrattata unità d’Italia. Sulla stessa scia è capitato di bollare come peccato veniale la “debolezza” di Berlusconi nei confronti della bella marocchina Ruby, quindi il nuovo acquisto di Saxa Rubra esorta chi si arma di falso moralismo a scagliare la prima pietra. Con una perdita clamorosa di audience dopo il telegiornale, la paga di Ferrara si aggira intorno ai tremila euro a puntata. Lo studio approntato per lui era di altissimo livello tecnologico e sito proprio al centro di Roma: insomma ad un talk show senza ospiti è toccato  per intenderci lo studio avveniristico in cui si produceva la lodatissima trasmissione di scienze “Super Quark”. I tecnici dicono che adesso, dopo le insistenze ostinate che Ferrara ha posto alla direzione di Viale Mazzini per ottenere quel prestigioso studio, le numerose ed esose apparecchiature tecnologiche verranno smontate e poste negli studi di Napoli e Milano. Ciò consisterà non solo in un’operazione sconveniente dal punto di vista dei costi, ma gli stessi addetti a quella struttura sostengono che in questo modo lo studio non sarà dello stesso livello di prima, perché certi strumenti si innestavano bene proprio nell’attuale sala di “Viva radio Londra”.

In ultima analisi è da rimarcare che tra le prime affermazioni di Ferrara nel suo nuovo programma, c’è stata l’autodefinizione di essere “schierato”, anche se solo in parte. Ora, alla luce delle varie prescrizioni che regolano il servizio pubblico su criteri di imparzialità, è lecito fare un’ammissione del genere? O meglio, è plausibile che in Italia sussista, oltre alle logiche di partito che decidono chi far lavorare in rai, anche un’anomalo giornalismo per cosi’ dire “pendente” a favore di una fazione politica?

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