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Villa Doria, presentazione “Intrighi di nozze” di A. Lia e “Non scavalcare quel muro” di L. De Vita. Video-interviste ai protagonisti

Doppia presentazione martedì 4 aprile presso la villa Doria di via Ponti Rossi: “Intrighi di nozze” di A. Lia e “Non scavalcare quel muro” di L. De Vita.

Due presentazioni nella stessa serata nella splendida cornice di Villa Doria, via Ponti Rossi 40 (Storia Di Villa Doria):  “Intrighi di nozze” di Antonella Lia e “Non scavalcare quel muro” di Loredana De Vita. Entrambi romanzi editi dalla casa editrice Nulla Die. Due libri, per narrare con ironia e con dolore la vita delle donne.

A moderare l’evento la giornalista Tiziana Pasetti. Presenti anche il titolare e responsabili di Villa Doria, il signor Angelo Franco, e il critico, opinionista, organizzatore di eventi, nonché Cavaliere dell’ordine di Malta, Michele Cutro. Quest’ultimo ideatore del “Cuki Show”, critica enogastronomica e musicale, durante l’ultimo Festival di Sanremo 2017.

“Intrighi di nozze” di Antonella Lia

Con umorismo, linguaggio scorrevole e molti colpi di scena, Intrighi di nozze: famiglie, segreti e «cofecchie», denuncia i misfatti che si commettono in famiglia. Mostrando grande capacità narrativa, Antonella Lia trascina il lettore fino al “coup de théâtre” finale in cui simultaneamente esplodono tutti i conflitti.
Psicologa, sociologa e docente di filosofia, Antonella Lia svolge a Napoli la professione di psicoterapeuta. Ha collaborato con l’Università Federico II di Napoli e con la Regione Campania nell’ambito di iniziative a sostegno della lotta alla camorra, e con la facoltà di Medicina e Chirurgia di Napoli per seminari sulla gestione dello stress e del burnout. Da anni impegnata nella difesa dei bambini, ha pubblicato per Stampa Alternativa, Abitare la menzogna e per Nulla Die Inferni familiari. È autrice dell’articolo Figli maltrattati, «Psicologia Contemporanea», 2016.

“Non scavalcare quel muro” di Loredana De Vita

Due generazioni di donne, l’una innestata nell’altra. Una storia dura che si snoda dagli anni del secondo dopoguerra in cui la libertà di una donna era condizionata dalle convenzioni sociali, fino ai nostri giorni in cui la pretesa maschile di dominio della vita dell’altra si manifesta nella forma fisica e volgare della violenza. Questo romanzo visita attraverso lo sguardo dolente ma lucido di una figlia che conosce la storia della madre, le contraddizioni di scelte d’amore sbagliate, il male subito per una vita intera, la liberazione guadagnata attraverso l’amore per i figli sino all’approdo finale nell’incontro con sorella morte. Un racconto che s’intreccia con la vita e la morte. Non una biografia o una cronaca, ma una deposizione al Tribunale degli assenti: chiamare a comparire il fabbro che col fuoco ha scaldato il ferro torcendolo irrimediabilmente per sempre e che non tornerà più dritto. Diventerà più bello, ma mai più dritto. Un monito per l’oggi. Una catarsi per quel che è stato. Il lettore rischia di trovare molto di sé stesso, del suo presente o del suo passato. Raccontare è resistere… le parole, come le idee, hanno una storia che dev’essere nominata affinché non imploda e si disperda.

Loredana De Vita, napoletana, scrittrice, docente di Lingua e letteratura inglese, giornalista pubblicista e counselor, ha un percorso formativo che rispecchia la maturazione di una personalità particolarmente versata alla comunicazione e all’ascolto nel rispetto per la vita e i viventi. Tra le sue pubblicazioni, per Armando: Giochiamo che ero… Conversazione con chi ama la scuola (2009), Genitori senza controllo (2010), Altro non siamo che voce (2011). Per Nulla Die, Donna a metà (2014), Oltre lo specchio. Immagini e cultura del femminile (2015),  Alla scoperta dell’invisibile. Adolescenti alla ricerca di sé (2016).

C’è una cosa inusuale ma concreta che desidera dire nella sua biografia: paga le tasse e ama la vita.