Viaggio nell’editoria italiana – parte 5: la Distribuzione

Continua il viaggio nel mondo dell’editoria italiana attraverso uno degli aspetti più controversi e difficili da trattare, la distribuzione

Continua il viaggio nel mondo dell’editoria italiana attraverso uno degli aspetti più controversi e difficili da trattare, la distribuzione

di Andrea Stella

Uno degli aspetti più controversi e difficili da trattare, quando si parla di editoria è sicuramente quello riguardante la distribuzione.
E questo sostanzialmente per il fatto che la distribuzione è in mano alle stesse grandi case editrici che creano cerchi chiusi e inaccessibili ai più. Oggi rendere un titolo reperibile non è affatto difficile, arrivare sui principali store online è abbastanza semplice e addirittura può risultare più accessibile attraverso l’autopubblicazione. Che poi essere in un catalogo non vuol dire che il libro sia automaticamente acquistabile o effettivamente reperibile, ma qui apriremmo una finestra che vedrebbe coinvolta oltre che la
distribuzione, anche altri soggetti, dal libraio alla casa editrice. Tanto è possibile essere sul web per un’opera letteraria, in ugual modo è impossibile essere sugli scaffali delle librerie.

Ricordiamo l’immensa mole di pubblicazioni che ogni anno vengono fatte in Italia, e tolti i titoli mainstream, solo poche CE riescono ad arrivare al pubblico attraverso le librerie di catena. Anche qualora ci fossero accordi con distributori o magazzini spesso non c’è una giacenza prevista e questo allunga i tempi di reperibilità, e i librai già scoraggiati dal fare singoli ordini per libri resi introvabili dal meccanismo di mercato, spesso preferiscono non prendere neppure l’ordine.

 

Viaggio nell’editoria italiana, i pagamenti

Altra questione negativa riguardante la distribuzione sono i pagamenti. I tempi sono lunghissimi e il monitoraggio è difficile se non impossibile. Per lavorare con i distributori più grandi e accreditati ci vogliono impegni economici di un certo livello, e una programmazione che non tutti si possono permettere. Un titolo arriva a dover essere pronto anche 6 mesi prima della sua uscita, per un ipotetico lavoro di promozione che per il più delle volte non avviene. Posticipando i risultati economici di un lavoro anche di un anno dalla realizzazione di un testo (oltre il tempo speso sulla creazione dello stesso).

In sintesi un libro può avere anche 12 mesi di tempo per essere lavorato, tra editing, grafica e impaginazione. 6 mesi possono essere i tempi di attesa per la messa in commercio, e se il pagamento avviene a 90 giorni, un editore vede i primi risultati di un lavoro 21 mesi dopo il suo avvio. Assurdo per la maggior parte delle 1500 case editrici attualmente attive in Italia. In ultimo ma dato più dolente è il costo di tutto questo. Tra il 50% e il 60% è la percentuale che il distributore si trattiene sul prezzo di copertina. Lasciando il restante tra costi di realizzazione, spedizione, diritti d’autore e promozione. La sola voce distribuzione per un libro è più alta della somma di tutte le altre. Per rendere nuovamente sostenibile l’editoria in Italia, uno dei primissimi interventi che si rendono necessari è proprio sulla distribuzione. Il resto inciderà sempre marginalmente rispetto a tale variabile.

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