via Foria bloccata

Dillo a Road Tv Italia: via Foria bloccata dalla sosta selvaggia dei motorini

Road Tv Italia ha deciso di dar voce alle denunce dei cittadini su tutte quelle criticità di Napoli che sembrano diventate una tassa da pagare per non dover andare via. Cominciamo da quella del nostro lettore Enrico

Via Foria bloccata dal traffico creato dal parcheggio selvaggio dei motorini è solo una delle tante criticità di Napoli cui i cittadini sembrano tristemente rassegnati. Road Tv Italia apre le porte alle denunce dei napoletani contro tutto ciò.

Road Tv Italia ha deciso di tornare a dar voce alla sua gente. Ai napoletani che ogni giorno devono “combattere”, potrebbe sembrare un termine eccessivo ma non lo è affatto, contro quei disservizi e quelle criticità che fanno parte del quotidiano. Qualcosa che si tende a vedere come una tassa da pagare per vivere nella propria città. Eduardo De Filippo diceva “fuitevenne”, scappate, ai giovani. E forse per qualcuno il restare a costo di tutto il resto va, deve andare, di pari passo con tutto ciò. Ma non è così. Non può e non deve essere così. Denunciare è il primo passo per ottenere un cambiamento.

E allora la nostra redazione accoglierà i messaggi, ricevuti tramite la pagina Facebook ufficiale, di quei cittadini che si sono stancati di tutto ciò. La prima denuncia arriva da Enrico.

via Foria bloccata“Ogni mattina – ci scrive – prendo il 184 per andare a lavoro a Casavatore da piazza Dante. E ogni mattina sempre la stessa storia: nei pressi della sede del Giudice di Pace di Napoli, via Foria diventa una strada a un’unica corsia. E questo perché? Perché gli scooter parcheggiano a spina di pesce rispetto al marciapiede, con una noncuranza della viabilità e degli altri che non ha eguali. Già in un caso simile la pazienza di chi guida è messa a dura prova, ma assume i connotati del paradosso se si pensa che questa inciviltà è diffusa proprio davanti a una sede preposta alla legalità”. “Ieri – continua – qualche agente della Municipale sussurrava che i loro interventi in quella zona non risolvono il problema, che si ripresenta puntuale. Possibile che non ci sia nulla da fare? Possibile che come popolo non riusciamo ad affrancarci da questo modus operandi e questa mentalità barbara?”.

La domanda conclusiva di Enrico scoperchia un vaso di Pandora che confidiamo, dia forza anche ad altri di ribellarsi. Perché non è scritto da nessuna parte che tutto ciò sia davvero una ulteriore tassa da dover pagare.

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