Venerdì anche a Napoli gli studenti tornano in piazza per lo sciopero per il clima

Sit-in da Nord a Sud del movimento FFF che si ispira a Greta.

Dopo alcuni mesi di inattività per l’emergenza coronavirus, venerdì prossimo 9 ottobre tornano in piazza i ragazzi e gli attivisti del movimento Fridays For Future, lanciato a livello mondiale dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg. L’occasione è un nuovo “Climate Strike”, uno “sciopero per clima” che vedrà manifestazioni, flash-mob e sit-in in decine di città italiane.

“Nonostante la pandemia ci abbia mostrato i danni dell`attuale sistema economico e il potenziale devastante della crisi climatica, le persone al potere continuano a ignorarla o negarla”, spiega il movimento FFF Italia sui suoi canali social: “Torniamo a riempire le piazze d’Italia e a manifestare per il nostro diritto ad un futuro vivibile. I governi hanno fallito: non sono stati in grado di agire per tutto questo tempo, ignorando gli allarmi della comunità scientifica mondiale sulla catastrofe climatica ed ecologica che stiamo alimentando ogni giorno di più. Ma noi, le persone, non abbiamo ancora fallito: ci rimangono 7 anni e 4 mesi per scongiurare la catastrofe. Sta a noi unirci con forza e protestare per il nostro futuro!”.

Da nord a sud, saranno diverse le città interessate dalla mobilitazione per il clima: tra le altre, a Roma manifestazione in Piazza del Popolo dalle ore 9; a Milano dalle 9.30 in piazza Cairoli; a Torino dalle 9.30 in Piazza Castello; a Napoli in PIazza Municipio dalle 16; a Palermo in Piazza Pretoria dalle 17; a Bologna in Piazza Maggiore dalle 9.

Ogni manifestazione, assicurano gli organizzatori, “avverrà nel rigoroso rispetto delle norme anti covid”, quindi mascherina obbligatoria, gel disinfettante, mantenimento di 1,5 metri di distanza, invito a misurare la temperatura corporea prima di uscire di casa e a non partecipare se si abbiano sintomi da Covid-19: “Ci saranno alcune persone che controlleranno durante la durata dell`evento che le indicazioni vengano rispettate, ma ci affidiamo al vostro buon senso. Non ha senso scendere in piazza per chiedere alla politica di ascoltare gli scienziati se noi per primi non rispettiamo le loro indicazioni in campo sanitario”, precisano.

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