Un’occasione di rilancio per i Cantieri stabiesi?

La collaborazione tra Finmeccanica e Fincantieri potrebbe essere l’occasione per rilanciare i Cantieri stabiesi. 230 anni di industria navale potrebbero essere una buona carta da giocare per le due società.

Ieri in seguito al varo delle quattro unità militari sommergibiliste classe Todaro tipo U212A negli stabilimenti Fincantieri di Muggiano (La Spezia), alla presenza della Direzione generale degli Armamenti Navali per la Marina Militare Italiana e del Ministero della Difesa, i Cantieri navali di Castellammare di Stabia ritornano a sperare e inviano un messaggio alle istituzioni repubblicane e alla dirigenza Fincantieri.

Tra le abituali attività della cerimonia di varo si è stipulato un accordo tra il capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe de Giorgi, il presidente di Fincantieri Vincenzo Petrono, l’amministratore delegato Giuseppe Bono, l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti Giovanni Gorno Tempini, l’amministratore delegato e direttore generale di Finmeccanica Mauro Moretti, per una collaborazione strategica industriale e di mercato tra le due società.
Gli obiettivi dell’accordo sono quelli dell’aumento della competitività sui mercati nazionali ed esteri attraverso l’integrazione e il consorzio delle conoscenze, delle competenze, delle maestranze nei prodotti delle produzioni civili e militari di alta tecnologia navale, elettronica, armamenti, un’unica interfaccia con la clientela, la valorizzazione dei prodotti Finmeccanica. la razionalizzazione degli investimenti, dei fornitori della componentistica di base, lo sviluppo scientifico e della capacità industriale dell’indotto italiano, la collaborazione tra i gruppi di ricerca della rete di società.

L’amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato l’evento: “Oggi è una giornata straordinaria per Fincantieri, per tutta l’industria della Difesa e per l’industria italiana in generale. L’accordo con Finmeccanica infatti è un esempio concreto per realizzare quel “sistema Paese”, a lungo auspicato, che in un momento come questo è ancora più necessario per rafforzare l’economia nazionale. Questa intesa verte sulla capacità di promozione che il prodotto nave ha su tutta la componentistica installata a bordo: in questo modo intendiamo delineare un sistema industriale realmente integrato, che conta su un volume d’affari annuo superiore al miliardo e mezzo di euro e che è in linea con le dimensioni dei principali concorrenti internazionali”.

L’amministratore delegato di Fincantieri a risposto che: “a sugello di un simile risultato non poteva esserci miglior emblema del “Venuti”, il sommergibile di ultima generazione varato oggi, frutto della collaborazione delle più importanti aziende italiane del settore e dei costanti investimenti in ricerca e sviluppo del Gruppo Fincantieri, che costituisce l’ennesimo esempio delle capacità e del patrimonio di conoscenze che siamo in grado di esprimere nei segmenti tecnologicamente più avanzati della cantieristica navale”.

L’amministratore delegato e direttore generale di Finmeccanica ha comentato: “l’accordo siglato quest’oggi, oltre a rendere più efficace la collaborazione tra le industrie italiane che storicamente rappresentano un riferimento all’interno del settore navale, costituisce una rilevante opportunità per rafforzare il posizionamento sui mercati internazionali delle eccellenze tecnologiche dei due Gruppi. Finmeccanica mette a disposizione competenze, prodotti e tecnologie nei sistemi di combattimento, d’arma e di sorveglianza, con l’obiettivo di definire un’offerta integrata e competitiva, in grado di soddisfare al meglio i requisiti dei diversi clienti. Anche il sommergibile varato oggi, che integra alcuni tra i più avanzati prodotti di WASS, testimonia la già proficua collaborazione tra Fincantieri e Finmeccanica”.

Ora, dopo queste dichiarazioni in merito alla messa a rete delle storiche e più avanzate generazioni di tecnici e ricercatori, operai e manager, escludere i Cantieri stabiesi sarebbe un controsenso e la “criminale” cancellazione di una ricchezza scientifica e industriale di 230 anni.

Giusto per ricordarlo, in seguito all’insoddisfacente scalo dell’Arsenale di Napoli, i Cantieri di Stabia vennero fondati nel 1783 dal primo ministro di Ferdinando IV di Borbone Giovanni Edoardo Acton. Tutto iniziò a partire dal genio ingegneristico e industriale del francese Antonio Imbert. In epoca borbonica (a cui corrispondono in totale 136 vascelli, fregate, corvette, sciabecchi, pirofregate a ruota e a elica, 300 bombardiere, cannonieree speronare) napoleonica, sabauda, fascista, repubblicana, tra i più importanti prodotti ricordiamo il vascello Partenope (1786), il vascello Capri (1810), il vascello Gioacchino (1812), il vascello Vesuvio (1824), l’ammiraglia a vapore Real Ferdinando (1818) le pirocorvette a vapore Archimede, Carlo III, Ercole, Borbone (con propulsione a elica), e Sannita (tra il 1842 e il 1846), Giglio delle onde  con propulsione a elica (1847), la pirofregata Farnese (ribattezzata dopo l’invasione sabauda con il nome di Italia), la pirocorvetta Etna, la pirofregata Borbona (rinominata nel 1860 dai Savoia con il titolo di Giuseppe Garibaldi), il vascello Amerigo Vespucci (1931), le corvette Classe Gabbiano e l’incrociatore leggero Giulio Germanico (1940-1945), il cacciatorpediniere San Marco (1956), quattro corvette della Classe Alcione, tre fregate elicotteriste Classe Bergamini (anno ’50), due incrociatori lanciamissili portaelicotteri Caio Duilio e Vittorio Veneto (anni ’60), il cacciatorpediniere Ardito (1972).

Tra le costruzioni civili e mercantili tra quelle più pregevoli ricordiamo i traghetti Città di NapoliCittà di Nuoro (1961), Canguro Azzurro (1965), Canguro Rosso, (1965), ArbataxMaddalena, Teulada (1966), Canguro VerdeCanguro Bianco (1967), Canguro Bruno (1968), Sibari (1969), Boccaccio (1970), Carducci (1970), Leopardi, Manzoni (1971), DeleddaVerga (1977), Domiziana (1978), Emilia, Nomentana, Aurelia (1979), Flaminia (1980), Riace (1983), ScillaIchnusa (1985), Repubblica di Genova (1988), Repubblica di Amalfi (1988), Repubblica di Roma (1992), Grande Europa (1998), Grande Mediterraneo (1998), Gran Bretagna (1999), Bithia (2001), Grande Francia (2002), Janas (2002), Athara, Amburgo (2003), Nuraghes (2004), ShardenFinstar (2005), Finlady (2006), Cruise Roma (2007), Cruise Barcellona (2008), Cruise OlympiaCruise Europa (2009).  

Con tutta questa esperienza e questi successi come mai 2600 lavoratori delle maestranze di Castellammare di Stabia non lavorano? Questa collaborazione tra Fincantieri e Finmeccanica è un’ottima occasione per rilanciare i cantieri campani? Perché continuare a sprecare queste capacità tecnologiche?