Una serata di cultura e legalità al carcere femminile di Pozzuoli (18/09)

Una serata di cultura e legalità al carcere femminile di Pozzuoli

Il 18 settembre al Carcere Femminile di Pozzuoli la Cooperativa Lazzarelle, presenteranno il bilancio dei primi 5 anni della cooperativa.

Il 18 settembre, nel Carcere Femminile di Pozzuoli, via Giambattista Pergolesi, 140, si terrà la presentazione della Cooperativa Lazzarelle e dei suoi prodotti, alle 19 sarà messo in scena lo spettacolo teatrale dell’associazione culturale Malitalia: “O cu nui o cu iddi” la vera storia di Maria Concetta Cacciola, uccisa dalla ‘ndrangheta. Lo spettacolo dell’Associazione Malitalia sarà presentato nel teatro della Casa Circondariale, seguito da un aperitivo/cena preparato dallo chef Pietro Parisi, con l’aiuto delle donne detenute. È proprio grazie alla collaborazione fra Malitalia e il “cuoco contadino” che è stato possibile organizzare l’evento in collaborazione con la cooperativa Lazzarelle, capitanata da Imma Carpiniello e Paola Maisto.

Pietro Parisi dopo aver fato esperienza all’estero è tornato a Palma Campania, nella sua “terra dei fuochi” ed ha scelto di investire lì la sua professionalità e impegnarsi nella e per la sua terra. La cooperativa Lazzarelle è invece un’impresa sociale che produce caffè all’interno del Carcere Femminile di Pozzuoli. L’intero ciclo, dalla tostatura del caffè all’impacchettamento, si svolge all’interno del carcere. Una miscela di caffè pregiata, provenienti dai mercati equi, prodotta artigianalmente secondo la tradizione napoletana. La Cooperativa, che festeggia il suo quinto anno di vita, ha impiegato nel corso delle sue attività oltre 50 donne detenute.

Non mancheranno i dolci della dinamica cuoca abruzzese, conosciuta e apprezzata negli Stati Uniti, Rosanna Di Michele.

Lo spettacolo, che non a caso verrà rappresentato in un carcere femminile, racconta la vita di una giovane donna calabrese, Maria Concetta Cacciola, nata e cresciuta in una famiglia di ‘ndrangheta a Rosarno e che, ad un certo punto, decide di collaborare con la giustizia per inseguire il suo sogno di libertà e per dare un futuro migliore sia a lei che ai suoi tre figli. Una scelta coraggiosa in terra di ‘ndrangheta, dove le famiglie mafiose rispondono solo all’onore e mai all’amore. È per questa sua scelta di amore che Cetta – così come la chiamavano tutti – morirà tragicamente, ingerendo acido muriatico. Un fatto che in un primo momento e? stato “rubricato” come un suicidio. La cronaca giudiziaria, invece, ci mette davanti ad una verità sconcertante: se Cetta è morta suicida vuol dire che qualcuno l’avrebbe indotta. Per la sua morte, infatti, sono stati già condannati i suoi stessi parenti, la mamma, il padre e il fratello della giovane donna. Le accuse sono pesantissime: concorso in violenza privata e minaccia per costringere Cetta a ritrattare le dichiarazioni rese ai magistrati reggini.

La rappresentazione teatrale ci mette di fronte alla vera storia di Maria Concetta Cacciola che ha pagato con la vita la ribellione alla cultura del silenzio e dell’omertà. Lei aveva scelto di stare “cu iddi”, con la giustizia, e non con la mafia.

Tramite la voce dell’attrice Sylvia De Fanti e le musiche di Paolo Damiani (violoncello, live electronis) Malitalia porta in scena il dramma di Maria Concetta Cacciola. Cura e regia sono di Laura Aprati e Enrico Fierro, con la collaborazione di Angela Corica e Francesco Perrella. Audio e video di Enrico Valente. Fra gli ospiti della serata al carcere di Pozzuoli anche la conduttrice tv Francesca Fialdini (Rai1).