Una proposta di Tonino Scala per le terme di Stabia

Partire dalle Terme di Stabia per un rilancio economico della città

di Redazione

Castellammare di Stabia – La messa in liquidazione delle Terme di Stabia sta per creare l’ennesimo vuoto occupazionale a Castellammare e, dinanzi all’assenza di prospettive progettuali future, una parte di cittadini auspica che la storica struttura possa rappresentare la base per un rilancio economico della città, a partire dalla richiesta del territorio di servizi sanitari profondamente carenti nel campo della medicina riabilitativa.

Parte da Tonino Scala la proposta di istituire un tavolo tecnico che veda coinvolti Regione Campania, ASL Na 3 Sud e Comune, per strutturare nell’Hotel delle Terme un polo di eccellenza per la riabilitazione, utilizzando le professionalità che già esistono. Un luogo di accoglienza per i pazienti che necessitano di cure post operatorie o per i malati terminali di cancro, magari cofinanziato da fondi europei, che affianchi le terapie riabilitative alle tradizionali cure termali definite un “vero e proprio ‘oro blu’ mai adeguatamente valorizzato nella nostra città”.

In tale ottica, sarebbero riqualificate anche le Antiche Terme, da dedicare esclusivamente alle cure idropiniche, mentre per gli spazi delle Nuove Terme la proposta di Tonino Scala prevederebbe uno “spacchettamento” dei diversi locali: da un lato il parco, da restituire alla cittadinanza perchè fruisca degli spazi verdi – magari dotati di fontanelle per la degustazione delle acque; dall’altro il salone dei convegni e i locali per la mescita, che potrebbero diventare “polo di imbottigliamento e vendita delle acque e sfruttamento dei principi attivi contenuti nelle acque minerali”.

“Abbiamo letto di recente che non è mancato l’interesse di imprenditori cinesi per l’acqua Acetosella: questo dato dà la misura delle potenzialità inespresse delle nostre acque – si legge nella nota diffusa per la promozione dell’idea progettuale per le Terme Stabiesi – Speriamo che questo nostro contributo sia un primo passo ed uno stimolo all’apertura di un più ampio dibattito sui temi del rilancio delle acque a Castellammare e della salvaguardia di quel patrimonio comune rappresentato dalle Terme”.

10 dicembre 2013

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