Una giornata per la memoria di Gaetano Montanino.

di Anna Copertino
A Piazza del Carmine, a Napoli, a quattro anni dalla sua uccisione, si inagura una lapide e si dedica una palma a Gaetano Montanino, Vittima innocente di criminalità.
La giornata, ha visto la presenza del Sindaco Luigi De Magistris, di Don Luigi Ciotti fondatore di Libera, di Don Tonino Palmese coordinatore regionale di Libera, di Fabio Giuliani referente di Libera regionale, del Questore di Napoli Dott. Merolla, di Gianfranco Wurzburger presidente dell’Ass.ne Gioventù Cattolica, Giuseppe Alviti, dell’ass.ne Naz.le Guardie Giurate Particolari, e Alessandra Clemente, Ass.re alle Politiche Giovanili, figlia di Silvia Ruotolo, uccisa l’undici giugno 1997 da uno dei quaranta proiettili, in un commando tra i clan Cimmino ed Alfieri nel quartiere Vomero. I rappresentanti per la Fondazione Pol.i.s , Paolo Miggiano ed Enrico Tedesco. Presenti e vicini a Luciana e Veronica, rispettivamente moglie e figlia di Gaetano, i rappresentanti del Coordinamento Campano Familiari Vittime Innocenti di criminalità, che negli occhi e nel cuore, portano lo stesso dolore.

Il viso di Pasquale, le mani strette delle due Enza, la dignità di Vincenzo, la saggezza di Bruno, la testardaggine di Annamaria, l’affetto vero di Goffredo, gli sguardi teneri di Carmen, Raffaella e Carmela, la dolcezza di Rosaria, la semplicità di Peppe, il sorriso unico di Alessandra, l’innocenza di Francesco, la tenacia di Lorenzo, e gli splendidi occhi addolorati di Susy….. a ricordare Gianluca ed a desiderare il suo riscatto… Tutti in un abbraccio avvolgente, caloroso, familiare….

Quella stessa piazza che lo vide cadere, per mano di camorristi, oggi lo ricorda, in un’alternanza di sentimenti, forti e veri, come ciò che si legge sulla lapide: “Gaetano Montanino (17/8/1964 – 4/8/2009) fedele servitore dello Stato ucciso da mano criminale. La sua umanità vive nella memoria di chi crede nella Giustizia”.  Tantissima commozione, dolore, speranza e rabbia, hanno caratterizzato la mattinata, ricordando la guardia giurata Montanino, che con tanto valore il 4 agosto del 2009, difese la sua pistola d’ordinanza, e la sua integrità morale. Otto, i proiettili che lo uccisero, sparati da chi non merita neanche di essere paragonato alle bestie.

Don Luigi Ciotti, ancora una volta ha urlato il dolore che accomuna tutti i familiari delle Vittime innocenti di criminalità, chiedendo che il No, che si urla, deve essere trasformato in Noi, senza essere cittadini ad intermittenza, chiedendo grande responsabilità alla politica ed alle istituzioni chiedendo maggiore attenzione ai giovani, al lavoro ed all’istruzione, perché è da questi che si comincia la lotta contro la violenza e la criminalità.

I criminali, loro dovrebbero lasciare la nostra città… gente che non dovrebbe convivere con chi ha scelto la legalità, l’onestà come modus vivendi come ha, giustamente, detto il Sindaco De Magistris : “Eduardo un giorno disse ‘fujtevenne’ ai napoletani perché non c’è speranza. Io voglio sognare e voglio vivere e se trovo qualcuno che non si vuole redimere, perché noi vogliamo che anche un camorrista si possa redimere, allora dico che è lui che deve lasciare questa città. Questo luogo, piazza del Carmine e piazza Mercato, noi lo dobbiamo difendere, non è che oggi facciamo questo e poi lo dimentichiamo. Ogni gesto della nostra quotidianità deve andare in questa direzione. Tutto è difficile e tutto è complicato per chi sceglie la via della Giustizia, perché sembra che per i camorristi tutto sia semplice ma la realtà che dobbiamo far capire ai giovani è che per chi sceglie la camorra il futuro è la morte o la galera”.

Gaetano, 45 anni, marito di Luciana e padre di Veronica, oggi sarebbe con loro, a proseguire la sua vita onestamente……

 

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