UNA GIORNATA COME TANTE

di Antonio Esposito corrispondente da Londra

CAP.2

Non è difficile incontrare in metro già alle 6 del mattino centinaia di persone pronte a dare corpo ed anima, e spesso anche un po’ di salute, ai propri datori di lavoro. La cosa più impressionante è la velocità automatizzata dei gesti, delle movenze e delle espressioni che oramai sono diventate una rutine quotidiana. In un silenzio  che tanto lascia intendere, centinaia di lavoratori si spostano ogni mattina in metro per dirigersi al centro della capitale del regno unito pronti a dare il massimo pur di guadagnare qualcosa che, altrimenti, non avrebbero mai guadagnato nel loro Paese. Le facce sono sempre le stesse, Ucraini, Polacchi, qualche Italiano che si mimetizza tra la folla ma che poi subito lo si riconosce perché è l’unico che anche in metro porta gli occhiali da sole, Moldavi, Spagnoli, Pakistani e Indiani. Tutti in un rigoroso silenzio cercano di conservare le forze, risparmiando spesso anche il suono di una parola. La giornata sarà lunga ed estenuante, costantemente sotto la supervisione di qualche responsabile che non darà tregua fin quando non sarà finito il lavoro.

Le differenze con l’Italia sono abissali, anche il più umile dei lavori prevede una paga minima di circa 5,50£ l’ora, ma non crediate che siano tutte rose e fiori. Gli orari di lavoro sono interminabili, dimenticatevi le 8 ore lavorative. Generalmente si lavora 11/12 ore al giorno spesso avendo solo una pausa non retribuita di 15 minuti (giusto il tempo di mangiare qualcosa per intenderci). Immaginate cosa può significare lavorare 12 ore al giorno sotto una pressione costante esercitata con tutti i diritti dai cosiddetti  Supervisor?

Dopo circa un’ora e passa di metro finalmente si giunge a lavoro. Tutti camminano a passo spedito, una fiumana di gente si incanala nei vari tunnel che smistano le linee ferroviarie. Gli italiani scendono in genere a Oxford Street o a Tottenham Court Road dove si trovano i migliaia di ristoranti (spesso italiani) e vanno a ricoprire ruoli che spesso non avrebbero nemmeno immaginato. Così un laureato in Economia e Commercio con 110 e lode si trasforma in Kitchen Porter, un altro che studia Lingue e Letterature straniere diventa un Kitchen Assistant e i più fortunati fanno i Waitres o i Counter. Non è certo una vita facile, ma allo stesso tempo, ti da la possibilità di mantenerti, di conservare una piccola somma di denaro ogni mese, e se si è scaltri si possono salire tante scale diverse per giungere poi ad uno status sociale di benessere.

Sopravvissuti all’estenuante lavoro giornaliero, si fa ritorno a casa. Non si ha tempo praticamente per nulla, giusto il tempo di cenare e poi dritti a letto. In effetti mancano poche ore… e la giornata ricomincia!


2 thoughts on “UNA GIORNATA COME TANTE

  1. In Italia i giovani se lo sognano un lavoro a 5,50 £ all’ ora! Perchè non ci possiamo adeguare agli standars europei????! Mha…

  2. Per migliorare la propria condizione sociale quindi c’è bisogno di allontanarsi così tanto dal prorpio paese con tutti i sacrifici che già solo questo atto comporta come il parlare una lingua diversa e stare lontano dai prorpi cari e c’è bisogno di tantissimo lavoro…questo mi fa riflettere e ripensare anche alla codizione di molti “vù cumprà” nel nostro paese; se si pensa che a volte combattere significa fare proprio quello che non vorresti fare, gli emigranti di qualsiasi nazionalità siano sono dei veri combattenti , eroi di se stessi.

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