Truffe ai danni degli automobilisti: arriva quella del “pongo”

Simile alla truffa dello specchietto, la “truffa del pongo” è la nuova minaccia per gli automobilisti napoletani (e non solo). Vi spieghiamo come funziona

Automobilisti, fate attenzione! Non c’è limite alla fantasia dei truffatori della strada. C’è un nuovo raggiro che minaccia i guidatori napoletani (e non solo). Si chiama “truffa del Pongo”, una variante più invasiva della meglio nota “truffa dello specchietto”, e ugualmente pericolosa.

Vi spieghiamo come funziona. I truffatori entrano in azione durante un sorpasso: mentre voi, vittime ignare del raggiro, infilate la corsia di sinistra per sorpassare la vettura dell’impostore, lui vi lancia contro una pallina di Pongo, la pasta modellabile simile al Das, che produce uno schiocco secco andando a infrangersi contro la vostra carrozzeria. Subito dopo, l’auto sorpassata inizia a lampeggiare, chiedendovi, nel muto linguaggio della strada, di fermarvi.

Voi, da bravi e civili cittadini quali siete, vi fermate: e parte la messa in scena. Il truffatore, alla guida dell’auto sorpassata, insiste a dirvi che lo sportello della vostra auto si è improvvisamente aperto durante la marcia, danneggiando la sua vettura. E, effettivamente, sull’auto del raggiratore il danno c’è: ma voi non sapete che si tratta di una botta pregressa. Siete perplessi; per fugare ogni vostro dubbio, il truffatore vi indica sulla vostra automobile una striscia bianca di lunghezza variabile, prova inconfutabile dell’urto avvenuto. Ecco il secondo effetto provocato dalla pallina di pongo che, lanciata a tutta velocità contro la vostra auto, non solo produce il rumore di cui dicevamo prima, ma vi striscia anche la macchina con una scia bianca. È a questo punto che parte la contrattazione. Il truffatore passa ai fatti e vi domanda, ostentando una insistente fretta di andare via, se avete i contanti per rimborsargli il danno, evitando così di coinvolgere le assicurazioni in onerose pratiche. È qui che non dovete cedere. Mai mettere mano al portafogli. D’altronde, per “sgamare” il misfatto basta poco: provate a mettere un dito sulla striscia bianca che impatacca la vostra carrozzeria. Se viene via facilmente, allora è Pongo. E al furbo truffaldino non dovete proprio niente.

Fatevi spedire la lettera dall’assicurazione, se proprio ci tiene. Vedrete che a quel punto, sentendosi scoperto, l’imbroglione se la darà a gambe levate. E voi avrete sventato, almeno per stavolta, l’ennesima, fantasiosa truffa automobilistica.