Tre “Giornate Mondiali” in quattro giorni, non sarà troppo per la Memoria?

Chi ben comincia è a metà dell’opera!

È proprio il caso di dirlo perché, se la settimana inizia con la 43sima Giornata Internazionale della Terra (22 aprile), i festeggiamenti non possono che essere contagiosi ed ecco seguire al primo evento altri due non meno importanti: la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore (23 aprile) e la Giornata Mondiale dei Pinguini (25 aprile).

Sono state giornate frenetiche, l’Earth Day è stato celebrato la prima volta il 22 aprile del 1970, quando 20 milioni di cittadini americani dimostrarono per la tutela della Terra, rispondendo ad un appello del senatore americano Nelson, teso a non dimenticare la catastrofe ambientale del 1969, quando una fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oil inquinò la acque del Pacifico. Da allora il 22 aprile costituisce un’occasione per ricordare e per porre al centro dei dibattiti internazionali l’esigenza di intraprendere nuovi percorsi, in linea con uno sviluppo sostenibile.

Il giorno dopo, il 23 aprile è stato il momento del “World Book & Copyright Day”, che affonda le radici nel 1996 con la “mission” di promuovere il libro nella sua nobile veste di contenitore e di trasmettitore di culture, di scoperte scientifiche, di tradizioni, riflettendo sull’importanza della lettura come momento di crescita allo stesso tempo individuale e collettiva. La manifestazione nasce da un’idea non originale dell’United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization  (UNESCO), infatti è dal 1931 che in Catalogna il 23 aprile, in corrispondenza della festa del patrono San Giorgio, è stata istituita la Giornata del Libro Spagnolo, per la precisione del libro e delle rose, in quanto è una tradizione catalana che ogni uomo regali una rosa alla sua bella per la festa di San Giorgio e che i librai, a loro volta, donino alla propria donna una rosa per ogni libro venduto nel giorno del patrono.

Due giorni dopo è stata la volta dei pinguini, noti al grande pubblico soprattutto per le loro fortunate perfomances cinematografiche, infatti sono stati simpatici e divertenti camerieri – ballerini al fianco di Dick Van Dyke nel successo del 1964 “Mary Poppins”, la gotica famiglia di Danny De Vito in Batman – il ritorno (1992) del celebre Tim Burton e ancora coinquilini nel 2011 di Jim Carrey nella pellicola di Mark Waters “I pinguini di Mr. Popper.”

Ritornano poi al centro della scena il 25 aprile di ogni anno,  giorno di inizio della loro migrazione annuale, non sul grande schermo, ma come protagonisti di un evento a loro dedicato: la Giornata Mondiale dei Pinguini. Promotori di questa manifestazione sono numerose associazioni animaliste e ambientaliste, con l’intento di salvaguardare la sopravvivenza di questa specie messa a rischio dall’aumento del riscaldamento globale, dall’inquinamento e in generale da comportamenti miopi dell’uomo che incidono maggiormente sull’habitat naturale di questi uccelli acquatici, proprio lì nel sud del Mondo.

Il fato ha voluto che queste manifestazioni, nate per ricordare gli errori del passato con la finalità di trovare nuove strategie per costruire un ponte verso un futuro migliore, fossero molto ravvicinate, casualità che mi porta ad una considerazione: potrebbe la vicinanza di questi eventi “da ricordare” sortire lo stesso effetto di una “abbuffata” di nozioni da assimilare prima di una verifica, o un esame e quindi una gran confusione che, non lasciando ai contenuti il  giusto tempo per  metabolizzare, svanisce dopo poco senza lasciare tracce?

Parafrasando la “frase – tormentone” del noto conduttore televisivo Antonio Lubrano: “a questo punto la provocazione sorge spontanea,” tre manifestazioni di respiro internazionale si rincorrono nell’arco di quattro giorni, non si fa in tempo a recuperare la “sbornia” di emozioni dell’Earth Day 2013, che subito il giorno dopo, si riparte con il “World Book & Copyright Day.” Poi una piccola pausa, che sembra strizzare l’occhio a noi italiani, dandoci la possibilità di recuperare le forze in vista del doppio appuntamento, e sì perché il 25 aprile non è solo la Giornata Mondiale dei Pinguini, ma anche l’Anniversario della Liberazione d’Italia, festa nazionale non certo internazionale, ma non me ne vogliano gli amici pennuti – né tanto meno gli amici degli amici pennuti – se la seconda la sento più mia.

Dopo di che, cosa resta il giorno dopo? O come direbbero oltre oceano “the day after?”

L’impegno è ciò che “avanza” e a differenza degli altri generi non va riposto in frigo, in attesa del prossimo appuntamento, così che queste giornate non siano uno sterile esercizio di memoria, ma una base su cui costruire una nuova “etica della responsabilità,” in modo che gli effetti delle nostre azioni siano compatibili con la continuazione di una vita autenticamente umana ( e non solo umana, pensando agli amici pinguini), così come insegna il filosofo Hans Jonas (1903 – 1993) nel suo saggio “Il principio responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologica” (1979).

Diego De Vellis

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *