Travaglio su De Magistris a Servizio Pubblico: “La sua colpa? Quella di non essere un medium”

Ieri a Servizio Pubblico pungente editoriale di Marco Travaglio su De Magistris. “La sua colpa? Non essere un medium: doveva prevedere che quei numeri erano intestati a parlamentari”

La trasmissione Servizio Pubblico di Michele Santoro, in onda ieri sera su La7, ha dedicato ampio spazio alla condanna e relativa sospensione del sindaco Luigi De Magistris. Il primo a intervenire in merito è stato Marco Travaglio con un editoriale al vetriolo. Il giornalista ha ripercorso l’intera vicenda “giudiziaria” di Luigi De Magistris a partire dal 2005, anno in cui l’attuale sindaco di Napoli, allora pm a Catanzaro, era responsabile dell’inchiesta Poseidone, relativa a un presunto uso illecito di 200 milioni di euro di denaro pubblico provenienti da aiuti comunitari e destinati alla realizzazione di opere di depurazione.

Marco Travaglio su De Magistris: la vicenda ripercorsa dal 2005

Al 2005 risalgono le intercettazioni telefoniche di Giuseppe Chiaravalloti, ex governatore della Regione Calabria, citate da Arnaldo Capezzuto a sostegno della sua tesi sulla possibilità di ripercussioni ben più gravi di una “semplice” condanna sulla persona di Luigi De Magistris, di cui Road Tv Italia ha parlato in questo articolo. Intercettazioni tirate in ballo anche da Marco Travaglio. “Nel 2005” attacca Travaglio “l’ex presidente di Giunta della Calabria Chiaravalloti disse su De Magistris: ‘Lo dobbiamo ammazzare’. De Magistris stava indagando sulle ruberie di miliardi pubblici per formazione professionale (mai vista) e depuratori (mai fatti). Ci furono 117 interpellanze parlamentari.” ricorda Travaglio, “Da Magistris lavorava con gli ispettori in ufficio, poi venne trasferito a Napoli”. “A De Magistris” prosegue Marco Travaglio, “hanno scippato tre inchieste su tre”. La già citata Poseidone, l'”incriminata” Why Not” e l’ultima, in ordine temporale, “Toghe Lucane”, che indagava su un vasto giro d’affari tra politici, magistrati, avvocati, imprenditori e funzionari in Basilicata. “Tutti contro un magistrato. Un fatto che non si era mai visto” dice Travaglio. “Ora” prosegue “Mastella (indagato nell’inchiesta Why Not e poi prosciolto in seguito alla destituzione di De Magistris, ndr) si sta prendendo la rivincita e tuona: ‘Why Not ha cambiato la storia politica italiana”. Come dargli torto.

La “rivincita” di Clemente Mastella: ecco cosa ha detto a Servizio Pubblico

L’astio tra Mastella e De Magistris viene da lontano, e affonda le radici proprio nel terreno oscuro di quell’inchiesta. Proprio per questo Mastella non poteva mancare, ieri in studio a Servizio Pubblico, dove si è reso protagonista di un acceso scambio di battute con Luigi De Magistris, che in tempi passati lo apostrofò con l’evocativo epiteto di “Pastella”. “De Magistris non è un eroe. Ha messo alla gogna molte persone. È uno che chiedeva tabulati senza autorizzazioni. De Magistris mi ha fatto del male. Che sia stato condannato non me ne frega niente. Mi ha infilzato, non è un eroe del bene. È uno che ha fatto una serie di caz…ate” ha detto Mastella.

Il parere di Travaglio sulla “colpa” di Luigi De Magistris

Non è dello stesso avviso, per quanto riguarda le intercettazioni senza autorizzazione effettuate dal magistrato De Magistris, Marco Travaglio. “Ricordate la profezia di Chiaravalloti? ‘De Magistris passerà la vita a difendersi’. Bene. L’hanno condannato a Roma in prio grado per abuso d’ufficio, e sospeso da sindaco per la legge Severino. Condannato anche il suo consulente Genchi. Che faceva Genchi? Secondo i giornali, intercettava illegalmente politici e conservava milioni di file illegali in un archivio illegale con metodi illegali” spiega Travaglio. Ma ci sono alcune precisazioni da fare: “Primo. Il metodo Genchi è servito alle indagini su Capaci e via d’Amelio, e per questo gli hanno dato medaglie. Secondo. Genchi non ha mai intercettato nessuno. Terzo. La condanna riguarda i tabulati di 8 deputati, tra cui Prodi, Mastella e Rutelli, usati senza chiedere l’autorizzazione della Camera. Ma, per farlo, uno avrebbe dovuto sapere che il tabulato corrispondeva al telefono di un deputato. Ma se il telefono è intestato alla Camera e lo usa un funzionario, un portaborse, o la moglie del deputato? Per usare i tabulati dei deputati devi quindi chiedere l’ok; ma per farlo devi sapere che il telefono lo usa il deputato, come fai a sapere che lo usa il deputato senza il tabulato?” Chiarissimo e conclusivo l’affondo finale di Travaglio, che non lascia spazio ad alcuna replica: “Il vero abuso di De Magistris è non essere un medium: doveva capire che quei numeri erano di onorevoli”.

Le parole di Luigi De Magistris a Servizio Pubblico

Presente naturalmente in collegamento da Napoli anche il sindaco in persona, che ha ribadito le sue posizioni. Sull’attacco alla magistratura ha detto: “Non l’ho mai attaccata. Sono sottoposto da anni al controllo della magistratura. Sono l’unico sindaco italiano indagato per le buche stradali. Credo all’autonomia della magistratura ma penso di aver subito un’ingiustizia. Impugnerò la sospensione”. E sulle dimissioni non molla: “Non mi dimetto. Ho visto fare le peggiori nefandezze da persone interne alle istituzioni. Le dimissioni sono un fatto etico. Io nella mia vita ho sempre fatto il mio dovere. Io farò il sindaco per strada, anche se formalmente sospeso”.