Torre Annunziata, riaperto il caso sulla morte di Giuseppe Veropalumbo

Decisive le dichiarazioni di un pentito, che ha messo al centro della vicenda tre giovani rampolli del clan Gionta.

E’ stato riaperto il caso di Giuseppe Veropalumbo, giovane padre di famiglia di Torre Annunziata, morto la sera del 31 dicembre 2007, quando venne raggiunto da un proiettile mentre attendeva l’arrivo del nuovo anno con la sua famiglia. Per l’omicidio sono indagati tre giovani ritenuti vicini al clan Gionta, all’epoca dei fatti tutti di età compresa tra i 14 e i 15 anni, oggi detenuti per reati di camorra. Come riporta ‘Il Mattino’, le indagini sono ripartite grazie alla dichiarazioni di Michele Palumbo, killer del clan Gionta oggi pentito, che ha individuato autori e movente dell’omicidio.

Secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, ma un’azione mirata, un omicidio di camorra. “Il papà di uno dei tre era stato arrestato per colpa di una telecamera che Veropalumbo aveva fatto installare sul tetto del palazzo”.

Grazie al supporto di un drone, laser e indagini di laboratorio gli investigatori hanno trovato altri proiettili conficcati attorno al nono piano, calcolando con precisione il luogo dal quale erano stati esplosi dalla roccaforte del clan Gionta e ritrovare l’arma negli archivi della polizia, dove era custodita già da due settimane dopo il delitto. La pistola calibro 9×21 Tanfoglio modello Limited 921 ritrovata nelle acque del porto di Torre Annunziata grazie a una soffiata.

Nonostante i tanti elementi, la Procura per i Minorenni aveva deciso di archiviare il caso, ma la vedova Carmela Sermino si è opposta alla richiesta. “Quando ho saputo la notizia, ho pianto di gioia”, il commento della donna.

Come riporta il quotidiano, nei prossimi sei mesi le indagini saranno serrate. Sarà interrogato il poliziotto che mise quella telecamera, per capire chi gli diede accesso. E ancora, sarà acquisito il fascicolo dell’arresto del papà del minorenne, avvenuto alcuni mesi prima in un maxi blitz anticamorra. Inoltre, è stato disposto l’ascolto di altri testimoni, tra cui un altro rampollo dei Gionta che in passato era stato indagato per questo omicidio.

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