Toni Servillo proclamato cittadino onorario di Napoli

L’attore partenopeo ha ottenuto il conferimento della cittadinanza onoraria dal Sindaco Luigi de Magistris

Toni Servillo ha ottenuto il conferimento della cittadinanza onoraria. Toni Servillo? Ma non è già napoletano? Non tutti sanno che l’attore protagonista de “La grande bellezza”, premiata come miglior pellicola straniera agli Oscar di Los Angeles, è in realtà nato ad Afragola. Oggi, 14 aprile 2014, la proposta del Sindaco Luigi de Magistris di proclamare l’artista partenopeo cittadino onorario di Napoli, è stata approvata dalla Giunta comunale.

La cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria si svolgerà nella mattinata di mercoledì 30 aprile al Maschio Angioino, alla presenza anche di numerose personalità del mondo culturale cittadino, e sarà trasmessa in diretta streaming sul sito web del Comune.

Le parole del Sindaco Luigi de Magistris e dell’Assessore Nino Daniele

Il conferimento della cittadinanza onoraria a Toni Servillo vuole essere un riconoscimento ufficiale ad un attore, teatrale e cinematografico, profondamente amato dal pubblico e altrettanto stimato dalla critica, rappresentante internazionale di una comunità che ha saputo interpretare nei suoi molteplici volti e che oggi, con​ tale onorificenza e in modo unanime, gli riconosce questo importante ruolo e questo positivo merito”. Un grande onore per il Sindaco conferire un riconoscimento del genere ad un grande attore che dimostra quotidianamente un’autentica passione per la recitazione, e un indiscusso talento, e una straordinaria capacità artistica, nonché un forte legame con la tradizione partenopea. Un forte riscatto anche per la città che, nonostante le difficoltà, è sempre in grado di mostrarsi ricca d’amore verso i veri talenti. Come ha dichiarato l’Assessore alla cultura Nino Daniele:  “Ma c’è di più, per noi napoletani. Per noi Toni Servillo si inserisce in quella galleria di grandi protagonisti del teatro e del cinema che la vita, la cultura, il pensiero, qualche volta lo strazio dell’essere napoletani, del vivere questa città durissima e meravigliosa non lo hanno soltanto interpretato, gli hanno dato carne, figura, parola”.