Sara Tommasi shock dopo la vittoria del Napoli: “tanto state sempre nella munnezza”

Sara Tommasi offende ancora una volta Napoli e i napoletani usando come pretesto la rivalità calcistica. Quando l’odio razziale si nasconde dietro al calcio

La vittoria del Napoli contro la Juventus nella finale di Supercoppa Italia a Doha ha dato sui nervi a parecchie persone. Cori di critiche e polemiche si sono levate da più parti, non soltanto tra i comuni tifosi, ma anche da parte dei personaggi illustri, che si sono scatenati in commenti sarcastici o velenosi sui social network (anche perché, diciamolo, la vittoria del Napoli è arrivata al termine di una partita che ha tenuto i tifosi di entrambe le squadre sempre sulla corda, e non era certo nei pronostici, che davano invece favorita la Juventus).

Ecco il tweet incriminato di Sara Tommasi (ma non è l’unico)

Pioggia di tweet e di insulti dunque: ma a scandalizzare l’opinione pubblica sono state le parole di Sara Tommasi, che questa volta ha davvero superato se stessa, con una frase che va ben oltre il “commento tecnico” sportivo.

sara tommasi tweet

Sara Tommasi si è poi “scusata” coi suoi followers cercando di sdrammatizzare: “Ragazzi, è possibile che vi imbestialite? Si scherza sul calcio, su!”. A onor del vero però non è stata questa la prima volta in cui Sara Tommasi si è scagliata senza ragione contro il popolo napoletano. Ecco gli altri tweet al veleno:

 Quando la rivalità calcistica nasconde un odio razziale

A pochi giorni dalle dichiarazioni di Leopoldo Mastelloni su Napoli, un’altra doccia gelata si abbatte sulla città e sui cittadini napoletani, questa volta per ragioni legate alla mera rivalità calcistica. Ancora una volta uno sport come il calcio, che dovrebbe unire e avvicinare i tifosi di qualunque squadra e colore, si rivela essere invece il pomo della discordia, un’occasione per dare sfogo a sentimenti legati all’odio e alla discriminazione nei confronti di un popolo, piuttosto che a una sana rivalità sportiva tra tifoserie. Tutto questo grazie all’ignoranza fomentatrice di personaggi più o meno noti che, invece di dare il buon esempio, usano la propria (immeritata) popolarità per incitare all’odio razziale, mascherandolo dietro la fede calcistica. E non c’è bisogno di ricordare Ciro Esposito per capire quanto un atteggiamento del genere possa essere dannoso.