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Tomb Raider ti aspetta al cinema dal 15 marzo: la recensione

Dopo la prorompente Angelina Jolie, è Alicia Vikander a vestire i panni di una più giovane Lara Croft nel film Tomb Raider, nei nostri cinema a partire dal 15 marzo 2018.

Quando un videogioco diventa film, non è quasi mai un bene. Troppo spesso, come nel caso di Resident Evil, Assassin’s Creed, World of Warcrafte, Super Mario Bros, e tanti altri, ci si trova davanti ad un prodotto ben lontano da quello che ci si aspetta. Lo sa bene anche il regista Simon West, che per primo ha voluto portare sullo schermo una figura iconica come quella di Lara Croft, nel 2001, fallendo miseramente. Poi, il regista Ian de Bont ci ha provato ancora una volta nel 2003 con un sequel, con la Jolie sempre nei panni dell’eroina adolescenziale di molti nerd, fallendo ancora.

Nel 2018, è il turno del regista Roar Uthaug, che ci regala una nuova versione di Tomb Raider che si rifà direttamente all’omonimo reboot del videogioco anni ’90 uscito nel 2013 e osannato dalla critica, il più venduto della saga. Qui troviamo una Lara Croft atipica, più giovane e fragile, con un corpo senza dubbio più acerbo e meno prorompente della prima versione dell’eroina videoludica ma che già ci fa intravedere la grande forza, fisica e mentale, di cui è dotata.

Il paragone con la nuova versione di Lara Croft è inevitabile: le prime due riduzioni cinematografiche hanno visto un’Angelina Jolie come una perfetta personificazione dell’archeologa sexy e abbondante che tutti conosciamo, proprio come ce l’avevano presentata nei primi videogame. Eppure, i film hanno lasciato tutti i fan con l’amaro in bocca a causa della poca aderenza delle pellicole al gioco, tradendo lo spirito avventuroso e affascinante per dare spazio ad un semplice action-movie hollywoodiano anche abbastanza mediocre. La Lara Croft della Jolie era una ricchissima ereditiera, bellissima ma molto bidimensionale che non riusciva a catturare il pubblico così come faceva la sua versione digitale.

La nuova Croft, interpretata dal premio Oscar Alicia Vikander, invece, oltre ad essere molto somigliante alla Lara Croft dei nuovi videogame di Tomb Raider, veste alla perfezione i panni di una giovane donna piena di contrasti. Non più una bellona un po’ vuota, ma una ragazza in divenire, in lotta con se stessa a causa della scomparsa prematura e misteriosa del padre che non smette di cercare. Così, da ragazzina fragile ma tosta, più realistica di quanto si possa immaginare, diventerà la Lara Croft che conosciamo, quando si tufferà in un’avventura meravigliosa quanto pericolosa, guidata dal desiderio di ritrovare il genitore.

Questo nuovo film, è un reboot che prova a cancellare gli errori fatti in passato, e ci riesce! Tomb Raider si avvicina alle nuove generazioni e allo stesso tempo fa sognare i fan più vecchi della saga, che hanno apprezzato anche i nuovi videogiochi e che hanno odiato le precedenti riduzioni cinematografiche. Ma questo film riuscirà con successo ad intrattenere anche coloro che non hanno mai giocato al videogame, poiché impostate come un action movie spettacolare, accostabile ad un moderno Indiana Jones al femminile.

 

 

Tomb Raider: la trama

Anche la trama di Tomb Raider il film si rifà con molta aderenza alla trama del videogame del 2013.

Ci ritroviamo di fronte alle vere e proprie origini di Lara Croft, con tanto di flashback sul suo passato di bambina e adolescente. Lara è una ragazza molto giovane che non riesce ad accettare la scomparsa del padre, avvenuta sette anni prima, in circostanze misteriose mentre era in una delle sue solite missioni. Decisa a non ammettere che sia morto, Lara continua a rimandare la firma dei documenti che la riterrebbero unica erede della grandissima azienda Croft, con a capo la sua tutrice, una volta appurata la morte di suo padre. Proprio mentre, arresa, sta per firmare ritrova degli indizi che suo padre le ha lasciato, riguardo alla sua ultima avventura da cui non è mai tornato.

La giovane Lara scopre la missione di suo padre che aveva come chiodo fisso quello di studiare la leggenda della regina giapponese Himiko, esiliata sull’isola Yamatai al largo del Giappone, piena di insidie e protetta dal Mar del Diavolo, quasi innavigabile.

Decisa a scoprire la verità su suo padre e decisa a finire la sua missione, Lara parte per questa avventura suicida che la trasformerà nell’eroina che tutti conosciamo.

 

Tomb Rider: perché andare a vederlo

Se sei un amante dei videogiochi, in particolare di quelli che vedono protagonista Lara Croft, o semplicemente ti piacciono i film d’azione più puri, con quel pizzico di mistero, allora Tomb Raider è il film per te.

Un film ben bilanciato, con una prima parte introduttiva e quasi drammatica, scoppia nella seconda parte a suon di inseguimenti tra porti giapponesi e foreste insidiose e sconosciute, salti spettacolari, corse a perdifiato e enigmi da risolvere. Le tante scene d’azione sono tutte ben coreografate e molto fedeli al videogame, tanto da citarne addirittura alcune, ma peccano di una CGI piuttosto presente e, spesso, troppo artificiale, forse a sottolineare le origini videoludiche della pellicola.

Ma tanto di cappello va alla protagonista, un’Alicia Vikander in piena forma che dà a Lara Croft la giusta prestanza fisica a cui siamo abituati, corredandola di un carattere e di un’espressività tutta nuova. Ci troviamo di fronte ad un’eroina più umana, che prova fatica, dolore, sforzo. Una performance, insomma, davvero da non perdere.

 

 

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