The Guardian elogia Napoli e De Magistris, il sindaco contestato che in Europa ci invidiano

L’aspetto più bizzarro dell’elogio tessuto dalla Cohane è il fatto che la reporter consideri vincenti proprio quelle scelte politiche, fatte da Luigi De Magistris, che i suoi cittadini maggiormente gli contestano

Prima era solo pizza e spazzatura, oggi Napoli è una città che ha voglia di risorgere e di diventare (meglio: di tornare a essere) una splendida, internazionale metropoli (come era in un tempo lontano). O almeno, questa è l’impressione che ne ha avuto Ondine Cohane, corrispondente del The Guardian per la sezione viaggi, che, in vacanza/lavoro a Napoli proprio in questi giorni, ha trovato una città completamente cambiata.

Niente a che vedere con gli scenari simil-sudamericani di appena un paio di anni fa, quando la città, animata solo da grottesche presenze, motorini sfreccianti e casalinghe in pigiama tra i vicoli, era più somigliante a Rio de Janeiro o a Città del Messico, invece che alla più ordinata Toscana, che da sempre rappresenta l’italianità per eccellenza. Oggi invece, Ondine Cohane ha trovato una Napoli diversa: capace di conciliare l’antico con il moderno, e di vestire i panni (nuovi) di una metropoli caleidoscopica e cangiante, in (positiva) trasformazione. E il merito, secondo la corrispondente britannica, è tutto di Luigi De Magistris, il sindaco innovatore paragonato a Renzi che ha ridato nuovo lustro alla città.

Come? Grazie al piano per la viabilità, che ha reso più facile la circolazione attraverso le restrizioni del traffico sul lungomare e nel centro storico (qui i napoletani non sembrano proprio d’accordo), grazie a una gestione accorta del ciclo dei rifiuti che ha permesso di ripulire la città dai cumuli di rifiuti (e qui i napoletani hanno un po’ la memoria corta), grazie alla lotta alla corruzione e al potere parallelo della camorra (qui per ora niente da dire) e soprattutto, grazie alla sua capacità di incentivare l’orgoglio civico dei cittadini, che si mettono in gioco per dare una mano nelle “operazioni di pulizia e manutenzione molto di più che in altre città italiane” (qui il popolo napoletano si divide tra “favorevoli e contrari”).

Insomma, il quadretto tracciato dalla Cohane è davvero quello di una città felice, che nonostante i problemi o proprio facendo leva su quelli e sulla loro risoluzione, sta facendo di tutto per assumere una caratura finalmente europea. Anche la reporter britannica sembra essere rimasta vittima di quel vento cosmopolita che soffia in città, che in molti negano ma che in tanti altri sentono spirare tra i vicoli, dal mare di una Partenope finalmente risorta. (E qui, almeno la metà dei napoletani, a occhio e croce, avrebbe qualcosa da obiettare).

Ma l’aspetto più bizzarro dell’elogio tessuto dalla Cohane è proprio la quota di merito che la giornalista attribuisce al nostro sindaco per il cambiamento ottenuto. Bizzarro è il fatto che una reporter venuta dall’estero, e certo abituata a viaggiare e a fiutare in poco tempo lo spirito di una metropoli, consideri vincenti proprio quelle scelte politiche fatte da Luigi De Magistris che i suoi cittadini maggiormente gli contestano: il Lungomare Liberato che non piace, l’emergenza rifiuti mai risolta, la speranza vanamente suscitata con promesse mai mantenute.

A sentire i napoletani (una parte dei napoletani), Napoli è una città completamente diversa da quella visitata dalla Cohane. Forse la Cohane non capisce molto, o non ha visitato abbastanza luoghi di Napoli (certo un giro nelle periferie avrebbe raffreddato il suo entusiasmo). O forse sono i napoletani che non capiscono. Che non possono fare a meno di dare sfogo al loro spirito di contraddizione. Contestando un sindaco che in Europa addirittura ci invidiano.