the Biking dead

The biking dead. Espettorazioni sulla realtà italiana da Berlino

The biking dead. Espettorazioni sulla realtà italiana da Berlino. Delirio di fiorai e anziani che controllano il loro prossimo luogo di soggiorno

The Biking Dead. Due giorni fa era il due novembre, il giorno dei morti. Da voi. Perché qui a Berlino i cattolici sono il 10% scarso e non ho la più pallida idea di cosa significhi la nostra commemorazione dei defunti per il restante 19% di culto protestante.

Suppongo un bel ciufolo, e in ogni caso vincerebbe quel 71% che contiene un po’ di tutto, dai musulmani sunniti ai “respiriani”, che ad una mia eventuale domanda sull’argomento risponderebbero con gli occhi persi nelle nuvole e lo stomaco brontolante: “Tag der Toten was?”

Perché Halloween non è la stessa cosa. E’ una roba per rimorchiare ciardone vestite come Amelia, la fattucchiera che ammalia o bere litri di birra cercando di non fare scivolare a terra il boccale nonostante i guanti da Freddie Krueger.

Io vengo da una città che ha fatto del vero giorno dei trapassati un avvenimento talmente folcloristico che partono ogni anno astronavi da Plutone per venirlo a studiare. Partono, partono, è inutile che scuotete la testa. Chiedetelo ai “respiriani”.

Delirio di fiorai e anziani che controllano il loro prossimo luogo di soggiorno

Avete presente il delirio dei fiorai abusivi e il traffico impazzito fuori ai cimiteri? E il “black carpet”, ovvero lo struscio dei parenti anziani ancora in vita che andrebbero ad omaggiare la salma del caro estinto ma in realtà vanno a controllare il loro prossimo luogo di soggiorno? E il torrone dei morti? Ne abbiamo visto cose, noi napoletani, che i tedeschi non possono neanche immaginare. Qui al massimo a fine ottobre indossano una maschera da hockey e scendono nella U-bahn con un’ascia di plastica macchiata di rosso. Ma che ne sanno..

Il morto botanico

E comunque, nonostante queste discrepanze, ieri Berlino ha fatto di tutto per mettermi a mio agio nel 365esimo pezzetto dell’anno solare dedicato al taùto. Già dalla mattina, le piantine di basilico e prezzemolo appoggiate sul marmetto sotto la finestra della cucina, che appena una settimana fa scuotevano la loro folta capigliatura di foglioline verdi al vento della cappa dei fornelli – che neanche le modelle della Wella in tivvù -, improvvisamente avevano lo sguardo spento e un colorito marrone molto poco fashion. Praticamente un piccolo morto botanico.

Verso ora di pranzo sono uscito per delle commissioni e la scala mobile della metropolitana vicino casa non funzionava. Morta. Sì, lo so, non è che se una cosa non funziona è morta o viceversa. Per esempio Berlusconi è vivo ma non funziona più, mentre Ernesto Guevara è stramorto e ancora tira. Oddio, forse tira anche a Berlusconi. Mi sto incasinando, lasciamo perdere.

The biking dead

Il culmine però si è raggiunto nel primo pomeriggio, quando ad Heidelberger Platz mi sono trovato ad un passo da un incidente stradale tra un ciclista ed un furgone della DHL, che svoltando al semaforo se ne fotteva bellamente di dare precedenza. Sdrang. Il furgone lo ha preso in pieno trascinandolo per qualche metro. Siamo corsi in due per tirarlo via da sotto alle ruote mentre l’autista faceva retromarcia. Il tipo era messo molto male, discretamente urlante e il sangue non era quello finto che vendono nei negozietti tuttouneuro per sporcare di rosso le asce di plastica di Halloween.

Grazie Berlino, ma non c’era bisogno di ricordarmi del giorno dei defunti in questo modo così drammatico. Minchia, se questi tedeschi non fanno le cose davvero per bene, non sono soddisfatti.

Tschuess da Khan Akis.