Terremoto, il Matese chiede lo stato di emergenza

E’ quanto chiedono i sindaci delle zone terremotate all’indomani delle nuove scosse

di Alfonso Feola

A breve distanza dalle scosse di terremoto che hanno colpito l’area matesina nella giornata di ieri, gli amministratori dei paesi maggiormente interessati dal sisma si sono riuniti per decidere sul da farsi. I sindaci  Vincenzo Cappello, Giuseppe Avecone, Mario Fiorillo, Francesco Imperadore, Giuseppe Mallardo e Antonio Montone rispettivamente a capo dei comuni di Piedimonte Matese, Alife, Gioia Sannitica, San Potito Sannitico, San Gregorio Matese e Castello del Matese, con il vertice tenutosi nella tarda mattinata di ieri hanno ribadito ancora una volta la necessità di puntare ad un maggiore coinvolgimento delle istituzioni nella difficile situazione che il territorio si trova a gestire in queste settimane ed in particolare in queste ultime ventiquattrore che hanno segnato un netto incremento dell’attività sismica.

Tra le richieste formulate, i sindaci avanzano anzitutto una ricostituzione del COM, il Centro Operativo Misto che, messo in piedi all’indomani delle scosse dello scorso 29 dicembre è stato sciolto nei gioni scorsi: un suo ripristino, a detta dei primi cittadini, favorirebbe una maggiore azione di coordinamento tra le varie forze in campo atte a fronteggiare l’emergenza sismica, Protezione civile e Vigili del Fuoco. Riguardo a quest’ultimi poi, è stata rilanciata la richiesta, già comunicata al locale comando provinciale, di un presidio stabile dei Vigili del Fuoco in zona, con propria caserma, onde favorirne un più tempestivo intervento in caso di necessità.

L’occasione si è rivelata propizia per reiterare e sollecitare nuovamente la dichiarazione dello stato di emergenza da parte delle istituzioni nazionali. La dichiarazione di stato d’emergenza era già stata inoltrata nei giorni scorsi alle autorità competenti, le quali tuttavia, classificando il terremoto sul Matese come “evento significativo ma non eccezionale”, hanno finito per bocciarla in maniera categorica. Con questa nuova richiesta si va a chiedere quindi una più incisiva attenzione dello stato, unitamente all’entrata in servizio dei Caschi rossi per una completa rivalutazione dei danni presenti sugli edifici e la conseguente messa in sicurezza degli immobili già raggiunti da ordinanze specifiche.

Questo per quanto concerne la riunione della scorsa mattinata. Nel frattempo, presso la palestra della Scuola Elementare “G.G. D’Amore” di Piedimonte Matese la Protezione Civile e la Croce Rossa hanno ripristinato il centro di accoglienza per i cittadini e al fine di procedere a un’ulteriore verifica di eventuali, nuovi danni, è stata prorogata fino a tutta la giornata di oggi la chiusura di tutti gli uffici pubblici e di tutti gli istituti scolastici.

Permangono chiusi al pubblico numerosi edifici di culto, tra i quali la Parrocchia-Santuario di “Ave Gratia Plena”, la Reale Arciconfraternita del Carmine ed il Santuario Francescano di Santa Maria Occorrevole (dichiarati inagibili), la Chiesa di San Tommaso d’Aquino, la Casa Canonica e la Basilica di Santa Maria Maggiore (dichiarate non fruibili).

21 gennaio 2014

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