Tasso di disoccupazione: in Campania ha raggiunto il 21,7%

Tasso di disoccupazione: in Campania ha raggiunto il 21,7%

Aumenta come sempre il Tasso di Disoccupazione nel Mezzogiorno, mentre nel resto dell’Italia ci sono dei segnali di ripresa rispetto agli ultimi due anni.

Come quasi da programma non sono di certo arrivate buone notizie dai dati pubblicati dall’Istat relativi al tasso di disoccupazione in Italia nel 2014. Secondo le analisi pubblicate di recente, infatti, risulta che il tasso di disoccupazione in Campania, e a Napoli sopratutto, è aumentato, raggiungendo il 21,7% in tutta la regione, mentre nel solo capoluogo partenopeo la percentuale è salita al 24,6. Peggio della Campania solo Calabria e Sicilia. Eppure, rispetto gli ultimi due anni chiusi in calo, in tutta la nazione si è avuto un leggero aumento, un +0,4% pari a 88,000 unità. Questo possibile sopratutto grazie al Nord (+0,4%) e al Centro (+1,8%), mentre nel resto dell’Italia, al Sud, il Mezzogiorno, si è avuto un calo (-0,8%, pari a -45.000 unità). In calo anche il numero degli occupanti tra i 15 e i 49 anni di età, mentre è in aumento quello relativo agli over 50.

Tasso di disoccupazione Campania – Forze Lavoro, Occupati e in cerca

Guardiamo ora il confronto tra i dati del 2013 e quelli del 2014, pubblicati dall’Istat sulla Campania, riguardo alle ‘Forze di Lavoro per Condizione e Regione anni 2013 e 2014 (migliaia di unità): Le Forze Lavore nella Regione nel 2013 erano 2.012, mentre lo scorso anno sono diminuite a 1.995. Gli occupanti, invece, due anni fa erano 1.580 mentre ora risultano essere 1.561. Infine le persone in cerca di occupazione sono passate dall’essere 432 a 434. Altro dato interessante da analizzare è la suddivisione della forza lavoro: Settore primario 67mila impiegati; nell’industria 338mila; terziario 1 milione e 156mila.

Cresce l’occupazione Straniera

L’occupazione straniera aumenta di 111.000 unità, con il tasso di occupazione che torna a salire, dal 58,3% del 2013 al 58,5% del 2014. L’indicatore rimane invariato al 68,1% per gli uomini e cresce per le donne (dal 49,8% al 50,2% del 2014).