tabù

Tabù di Chiara Tortorelli: la recensione

Ecco la recensione a cura di Anna Copertino del libro Tabù di Chiara Tortorelli. Alla presentazione hanno partecipato Francesca Gerla e Lucio Rufolo

Sbrang!

Con un suono irrompe il romanzo di Chiara Tortorelli e crea fragore nella realtà.
Una realtà che a volte, nella vita, ci prende mentre siamo intenti a pensare a tutt’altro.
Un suono che, talvolta, scuote un apparente silenzio e che ci mette di fronte a una realtà che non possiamo più escludere dalla vita stessa.
Come un colpo secco, sono i diciannove racconti di storie, di persone, di relazioni umane che “rompono e irrompono” nel tradizionale schema di narrazione e nella vita di noi lettori.
Stravolgono con una linea letteraria diversa, e raccontano con una nuova forma di comunicazione narrativa tutto ciò che è vita, tutto ciò che è amore anche a costo di ferire.

Tabù: un romanzo unico o un’antologia di racconti?

I pareri sono discordi… di certo le storie raccontate dalla scrittrice Chiara Tortorelli sono storie che prendono il cuore del lettore e lo rimescolano, talvolta scomode, dolorose, emozionanti… qualche volta macabre o surreali che stravolgono il buonismo e la retorica.
Ma sono essenzialmente storie di persone, di uomini e donne, di amori e di affetti, di dolore e pazzia, di desideri e ricordi.
Storie e “personaggi” che cercano la verità, il senso della vita, di allontanare la solitudine intrecciando e creando sinergie e legami con il lettore.
Storie e personaggi che non vogliono restare soli, che non vogliono restare in quelle pagine ma che vogliono prendere vita attraverso la lettura.
Storie che vogliono il riscatto per i loro personaggi.
Una lettura che ci impegna non poco, protagonisti in ascolto “continuo e costante” toccando, annusando e guardando tutto ciò che Chiara porta in queste pagine.
Inchiostro che diventa strada in una scrittura che nulla ha di scontato.
Inizi a leggere e non vorresti smettere mai, conosci i personaggi e le storie e le senti tue, le senti intrise di vita vera.
Consapevole che girandoti potresti essere in quella stanza, in quel prato, su quella pagina di Facebook, piuttosto che su un divano a spiluccare in una anoressia dolorosa un amore perduto, un amore ammazzato, un’adolescenza violata o un affetto sottratto.
Con voi ci saranno Manuela, Alessandro, Carlo, Cinzia, Eva e Giulia e Stefano, Elena e tutti gli altri che per mano, con il cuore e con la mente vi accompagneranno.
E da Lec a Camus, da Morand a Kafka e Saramago la Tortorelli ci spinge a ricordare, ciò che di più intimo conservi.
Questo è il filo con il lettore, dove pagina dopo pagina lo costringe a rimettere in discussione tutto, non distinguendo più il narrato dal vissuto.
C’è tutto in Tabù.
Ci sono i social network Tom e Jerry i Simpson le Lolite e le pazze i genitori ed i figli le parole le lettere l’amore il tradimento la consolazione il dolore il suono del silenzio ed anche la punteggiatura oppure non c’è punteggiatura come qui
In un tutto continuato senza interruzioni…
dove se si dimenticano le parole se si è smarrito il senso o se si è dimenticato anche il silenzio non ci resta che un mucchio di domande.
Sbrang.
-“Provate a diventare rumore, movimento, e tutto, intorno a voi, apparirà calmo.”-
Lo scrisse Paul Morand.
Lo mostra Chiara Tortorelli, scrivendo.
Tabù.
Tutto in un cerchio perfetto.