Suicida per video hard: gli insulti e le scuse del vice presidente del Corecom Marche

Suicida per video hard: gli insulti e le scuse del vice presidente del Corecom Marche

Suicida per video hard: gli insulti e le scuse del vice presidente del Corecom Marche. “Chiedo scusa alla famiglia. Ma non mi dimetto”

Non sono come Gasparri che scrive e poi cancella i suoi tweet. Io mi assumo le mie responsabilità. Chiedo scusa alla famiglia di Tiziana Cantone e alla sua memoria. Non volevo esprimermi con un termine che io stesso ammetto essere esecrabile ma è stata esclusivamente la rabbia di una cattolico, quale io sono, che condanna così come l’omicidio anche il suicidio. A me è stato insegnato che la vita la dà e la toglie una ‘Persona’ sola“. Lo dice all’Adnkronos Francesco Capozza, vicepresidente del Corecom Marche – Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Marche, dopo le polemiche provocate da un suo messaggio su Twitter in cui offendeva la ragazza che si è suicidata a causa di un suo video hard diventato virale sul web.

Scusatemi, attaccatemi pure, ma io non posso concepire il suicidio di per sé, ancor meno se una vacca che si fa video hot poi arriva a tanto” aveva cinguettato Capozza, e molti utenti si erano detti indignati per il tweet, chiedendo le sue dimissioni. A partire dal capogruppo PD della Regione Marche, Gianluca Busilacchi, che aveva parlato di “inevitabili dimissioni“. Tuttavia, Capozza replica di non volersi dimettere dal suo attuale incarico istituzionale.

 

Suicida per video hard, Francesco Capozza: “Non mi dimetto”

A chieder un suo passo indietro anche gli stessi vertici regionali. “Questa mattina – riferisce – sono stato oggetto di pressioni da parte del presidente della Giunta regionale e del presidente del Consiglio regionale affinché io rassegnassi le mie dimissioni, cosa che però non intendo fare. Primo perché sono vicepresidente di un’autorità indipendente innanzitutto dalla politica. Secondo, perché sul mio profilo personale Twitter esprimo esclusivamente opinioni personali, condivisibili o anche esecrabili, ma assolutamente non riconducibili né al mio incarico istituzionale né tantomeno a persone con cui ho lavorato o lavoro tutt’oggi” afferma.

Come la collaborazione con Gianfranco Fini che annovera nel suo curriculum. “Per quanto concerne il mio rapporto professionale con l’onorevole Gianfranco Fini – conclude Capozza – ho avuto l’onore di seguire la sua comunicazione personale negli ultimi due anni, ma altri impegni che mi hanno portato a trasferirmi a Milano hanno fatto sì che a oggi rimanga puramente un rapporto di amicizia e stima reciproca“.