Strage del viadotto di Monteforte Irpino, l’avvocato Pisani rilancia: «la barriera non ha retto come doveva»

A distanza di un anno dalla tragedia del bus turistico precipitato dal viadotto di Monteforte Irpino di ritorno da un pellegrinaggio sono in pieno fermento le attività investigative della magistratura. Al momento Gennaro Lametta, proprietario della società a cui apparteneva il mezzo, è in carcere con l’accusa di aver prodotto false documentazioni in merito alla revisione del bus precipitato.

Al momento non risulta alcun addebito per i vertici della Società Autostrade, cosa contro la quale l’avvocato Sergio Pisani – che ha accettato di prendere le difese di Lametta – si scaglia con violenza: «Trovo che la misura emessa nei confronti di Lametta sia profondamente ingiusta – dichiara il penalista – il cedimento strutturale che ha causato l’incidente è del tutto scollegato dalle verifiche che vengono svolte in sede di revisione.

Secondo quanto accertato dai consulenti della Procura, se la barriera esistente fosse stata in normali condizioni di installazione avrebbe contenuto l’autobus impedendone la caduta dal viadotto. Secondo le analisi effettuate sul posto è emerso, infatti, che i tirafondi non erano integri e con questo si spiegherebbe il mancato contenimento da parte della barriera progettata per contenere impatti anche di maggior violenza.

«La barriera non ha funzionato come avrebbe dovuto a causa dell’elevato stato di corrosione dei tirafondi – continua Pisani – e proprio lo stato di degrado dei tirafondi, secondo la conclusione dei periti, è la causa fisica principale del fatto che la barriera non sia stata in grado di contenere l’autobus. Il povero Ciro Lametta contava di appoggiarvisi sopra per superare il ponte, un ponte privo peraltro della corsia d’emergenza, presente invece nel tratto precedente».

«Se queste, all’esito della perizia disposta dagli inquirenti, sono le cause che hanno determinato il volo del bus nella scarpata – conclude Sergio Pisani – dobbiamo domandarci come mai Gennaro Lametta si trovi in carcere e perché i vertici della Società Autostrade non siano stati nemmeno interdetti. Se le barriere avessero funzionato il bus si sarebbe arrestato, e senza quel volo non ci sarebbe stato nemmeno una vittima».