Storia delle vele di Scampia

Le vele sono palazzi ad uso residenziale costruiti a Scampia, periferia a nord di Napoli, tra il 1962 e il 1975. Prendono il nome dalla loro forma triangolare, che ricorda quella di una vela latina: larga alla base, la costruzione si restringe man mano che si sale verso i piani superiori. Nonostante tutto, sono l’opera realizzata che meglio rappresenta la poetica architettonica del progettista, Franz Di Salvo. Il suo esordio nell’ambito della progettazione per l’edilizia popolare risale al 1945 con la realizzazione, in collaborazione con altri architetti, del Rione Cesare Battisti a Poggioreale.

Di Salvo, per la costruzione delle vele, unì due tipi di architettura edilizia: a “torre” e a “tenda”.  Quest’ultimo tipo, che rappresenta l’immagine predominante delle Vele, è contraddistinto dall’accostamento di due corpi inclinati, separati da un grande vuoto centrale attraversato dai lunghi ballatoi sospesi. Erano previsti centri sociali, uno spazio di gioco ed altre attrezzature collettive. La loro mancata realizzazione è stata certamente una concausa del fallimento del progetto.

Le vele di Scampia si trovano in un grande stato di degrado. Il progetto prevedeva grandi unità abitative dove centinaia di famiglie avrebbero dovuto integrarsi e creare una comunità, ma la presunta città modello, diventa un vero e proprio ghetto. Una delle cause principali potrebbe essere il terremoto dell’Irpinia del 1980, il quale portò famiglie senzatetto ad abitare le vele.

Enrico Martorelli 

Andrea Cirillo

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