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Sprechi Sanità: al Sud la maglia nera, ma anche al nord le cose non vanno meglio

Sprechi Sanità – Tuttavia, i disagi non ci sono solo al Sud, anche regioni come il Piemonte e l’Emilia Romagna hanno i loro problemi da risolvere.

Presentato ieri da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, il rapporto «I due volti della sanità. Tra sprechi e buone pratiche», dove purtroppo emerge un dato che già conosciamo, dove il Sud si aggiudica la maglia nera in Sprechi Sanità.

Sprechi Sanità in Campania

Nel rapporto si segnala che il nuovo complesso operatorio del San Paolo di Napoli, costruito nel 2006 su 900 metri quadri lavora a regime ridotto solo 5 ore al giorno. Inoltre, a causa del blocco turn over, a Salerno i medici vengono mandati in trasferta tra ospedali e aziende ospedaliere, con un costo orario di 63 euro.

Ma ovviamente non è sola la Campania ad essere presa di mira, Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Umbria, nemmeno loro primeggiano per grande efficienza. Tuttavia, anche al nord hanno i loro problemi, come in Piemonte, dove le ambulanze di Grugliasco (TO) dispongono di dispositivi per la telemedicina spesso malfunzionanti. Mentre a Tortona (AL) è stato chiuso il reparto di maternità, nonostante i locali fossero stati da poco rinnovati e le attrezzature, tra cui una vasca per il parto in acqua, sono rimaste inutilizzate.

Ed infine, in Emilia Romagna, cittadini della AUSL di Forlì segnalano sprechi nelle gare di acquisto per protesi ed ausili: i plantari costano 120 euro, mentre la pubblica amministrazione li acquista a 180 euro ognuno.

Insomma, maglia nera al Sud, ma qui è tutta l’Italia a crollare a pezzi.