Ancora scontro politico su Bagnoli. De Magistris contro Renzi (e Caldoro)

Caldoro spinge per la nomina del commissario, De Magistris è pronto a impugnarla. Intanto lo Sblocca Italia diventa legge. È ancora scontro politico su Bagnoli

La vicenda di Bagnoli, seppure al momento apparentemente ferma, nell’attesa della nomina di un commissario straordinario, si arricchisce ogni giorno di nuovi capitoli. Non capitoli decisivi, di quelli ricchi di colpi di scena; si tratta piuttosto di capitoli di conferma, se così si può dire. Capitoli scritti attraverso le parole e i discorsi pronunciati dai politici locali, che lasciano presagire una risoluzione tutt’altro che immediata della questione Bagnoli.

Su Bagnoli è ancora scontro politico

Che sul destino di Bagnoli i “nostri” politici abbiano idee discordanti non è, e non è mai stato, un mistero. Già all’epoca dell’accordo per la ricostruzione di Città della Scienza e per la bonifica di Bagnoli, quest’ultimo siglato infine il 14 agosto, ci fu uno scontro politico su Bagnoli. Uno scontro che tutt’oggi continua, seppure in modi meno evidenti e in toni meno accesi, perché se è vero che per adesso la situazione è in fase di stallo, è anche vero che non si possono ignorare i grandi interessi in gioco nel progetto di ricostruzione di Bagnoli, tali da far ripetere più volte al Premier Renzi che “sbloccare Bagnoli significa sbloccare l’Italia”.

Dopo il corteo finito nel sangue lo scorso 7 novembre (GUARDA IL VIDEO DEGLI SCONTRI), la discussione su Bagnoli è rimasta in stand by; intanto, contro lo Sblocca Italia si continua a protestare in tutto il Paese. L’ultimo sciopero c’è stato proprio questa mattina, a Napoli come in tante altre città italiane, e ha fatto registrare un’affluenza da record. Nessuno però ha ancora rimesso la palla al centro per quanto riguarda Bagnoli. O almeno, nessuno l’ha fatto in modo eclatante.

Caldoro a Renzi: “Accelerare per la nomina del commissario”

Eppure Bagnoli continua a essere al centro dell’interesse della nostra classe politica, nazionale e soprattutto locale. Lo si capisce dalle recenti dichiarazioni rilasciate dai politici. Da un lato c’è la Regione, che appoggia la scelta del commissariamento effettuata dal Governo Renzi; dall’altro c’è il Comune, che non può che opporsi alla sua stessa esclusione, decretata dal Governo centrale, dal tavolo che deciderà le sorti di BagnoliCaldoro, per esempio, si è pronunciato sulla questione proprio oggi, lamentando il ritardo del Governo per la nomina del commissario straordinario. “Su Bagnoli siamo ancora in ritardo” ha detto. “Ho sollecitato di nuovo il Governo a procedere alla nomina veloce del commissario e ad attivare le procedure”.

De Magistris ribatte: “Siamo pronti a impugnare il commissariamento davanti al Tar”

Subito gli ha fatto eco De Magistris, che a margine della sua partecipazione a un evento nel quartiere, ha commentato secco: “Noi un messaggio l’abbiamo mandato. Il Governo deve rivedere la norma sullo Sblocca Italia, eliminare il commissariamento e procedere con i poteri ordinari come prevede la Costituzione”. A buon intenditor, poche parole. Ma Renzi, spalleggiato da Caldoro (la Regione Campania avrà la sua fetta nell’affare Bagnoli) non è mai stato propenso ad accettare questo compromesso. Recentemente il Premier non si è espresso su Bagnoli. Questi giorni l’hanno visto impegnato in un’altra manovra: trasformare il decreto Sblocca Italia in legge.

Così, se da un lato il Governatore sollecita Renzi a prendere in fretta una decisione su Bagnoli (il mandato di Caldoro, ricordiamolo, scadrà nel 2015), dall’altro De Magistris non accenna a mollare. “Appena verrà nominato il commissario, impugneremo davanti al Tar con richiesta di sospensiva la nomina” promette. E poi, interrogato in merito allo sciopero di questa mattina, esprime solidarietà ai manifestanti: “Chi scende in piazza per reclamare i suoi giusti diritti non può non avere la solidarietà di questa giunta comunale”. Un messaggio, neanche troppo cifrato, che va dritto dritto al cuore del Governo Renzi. E che ha tutto a che fare con la vicenda di Bagnoli.

Caldoro tenta la via della mediazione nello scontro politico su Bagnoli

Un segnale di distensione, se così si può chiamare, arriva proprio da Caldoro, che tenta la strada della mediazione, e mentre dà un colpo al cerchio, chiedendo al Governo di sbrigarsi a nominare il commissario, ne dà uno pure alla botte, affermando che, a suo avviso, alcune scelte fatte devono essere modificate. Per esempio prevedendo una maggiore partecipazione degli enti locali interessati, in questo caso i Comuni”. Un sollecito, rivolto a Renzi, a includere anche il Comune nella divisione degli utili ricavabili da Bagnoli, che è allo stesso tempo un salvagente lanciato a De Magistris. Che però, da ex magistrato devoto alla giustizia qual è, difficilmente abboccherà alla tentazione di spartirsi con gli altri quello che avrebbe dovuto essere un bene comune, patrimonio di tutti, e che si è trasformato invece in una gigantesca, succosa e prelibata torta: la nuova Bagnoli.