Scioperare da McDonald’s

Sembra un’ironia della sorte che alla grande campagna pubblicitaria della catena americana intitolata “LAVORARE DA McDONALD’S”, segua un grande sciopero generale dei suoi lavoratori partenopei.

Ieri, sabato 23, hanno incrociato le braccia tutti i lavoratori aderenti al sindacato Uiltucs, per protestare contro l’azienda Napoli Futura, la società partecipata che gestisce i Mc-lavoratori della Campania.

Sono rimasti all’esterno dei locali di via Argine, Piazza Municipio e Porte di Napoli di Afragola, a gridare i loro diritti e a distribuire volantini ai cittadini, per metterli a conoscenza della loro situazione.

Oggetto dello scontro sarebbe il non rispetto degli accordi sindacali firmati tra le parti, soprattutto inerenti i punti dei trasferimenti unilaterali da parte della società.

Sgobbiamo per 500 euro al mese” ci dice uno degli scioperanti di Porte di Napoli, “e vogliono anche violare gli accordi sindacali sottoscritti”.

E pensando a quanti soldi sono stati spesi per la campagna pubblicitaria in cui si vantano i meriti e i diritti che l’azienda garantisce ai lavoratori, questi avvenimenti portano proprio a chiedersi che logica seguono le politiche di gestione di queste multinazionali.

Una delle responsabili della segreteria regionale dell’Uiltucs, Stefania Giunta, annuncia che se in settimana non ci saranno risposte chiare da parte della società, gli scioperi si ripeteranno nel sabato santo, giorno 30, e probabilmente nella successiva domenica di Pasqua, a partire dal Mc di Casoria.

In attesa di sviluppi, chissà se chi è in cerca di lavoro si sentirà meno incentivato nel farsi affascinare dalla campagna marketing dell’azienda. Di sicuro ora il pagliaccio ride un po’ di meno.

Francesco Di Serio

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