Schiuma in mare, la Campania è fortemente inquinata. Lo dice anche il rapporto di Legambiente

Da Pozzuoli a Ischia, da Cuma a Castellabbate, le acque campane sono le più inquinate d’Italia. La causa? Gli impianti di depurazione che non funzionano – o funzionano male

L’inquinamento dei mari è ancora una volta protagonista di questa estate 2014. Da Ercolano a Pozzuoli, da Cuma a Castelvolturno, da Battipaglia a Castellabbate, la Campania detiene ancora una volta il nero primato dell’inquinamento delle acque balneabili. Accanto alle 13 Bandiere Blu assegnate quest’anno ad altrettante località balneari della Campania, da Positano a Anacapri, da Acciaroli a Massa Lubrense, si disegna un’altra mappa, quella del “Mare Monstrum“, che non è solo il titolo di un reportage fotografico realizzato da Goletta Verde di Legambiente per sensibilizzare sulle condizioni in cui versa il litorale campano, ma è anche lo specchio di una tragedia sommersa che si consuma da anni sulle nostre belle coste.

La mappa dell’inquinamento in Campania: 21 punti su 31 sono inquinati

L’inquinamento c’è, ovunque. Anche se non sempre si vede: sono rari i casi in cui il “male” oscuro che si nasconde nelle nostre acque viene a galla, come quello verificatosi qualche settimana fa a Lido Mappatella, quando una bambina fu morsa in acqua da un animale non meglio identificato che le provocò una forte reazione allergica, o come il fenomeno della schiuma avvistata al largo di Vico Equense appena due giorni fa. Il più delle volte la minaccia è invisibile, eppure fortemente presente, come dimostra anche quest’anno l’analisi condotta da Legambiente su 31 punti monitorati da Goletta Verde.

Le analisi realizzate sui prelievi d’acqua effettuati in 31 località balneari in Campania hanno restituito un panorama inquietante. Su 19 punti analizzati nella provincia di Napoli 10 sono risultati inquinati, con alte concertazioni di cariche batteriche di Escherichia coli e enterococchi intestinali al di sopra dei valori consentiti dalla legge. Fortemente inquinati ben 6 punti a largo delle isole di Ischia e Procida; inquinamento ben oltre i limiti anche a Pozzuoli, allo sbocco del canale di Licola e del depuratore di Cuma, perennemente malfunzionante; da San Giovanni a Teduccio a Castellammare di Stabia, anch’essa invasa dalla schiuma qualche giorno fa; a Mappatella Beach, invece, inquinamento “nella media”, così come a Torre Annunziata e Lacco Ameno. Nei limiti invece le cariche batteriche riscontrate negli specchi acquei di Bacoli,  Torre del Greco, Portici e Meta di Sorrento.

Tragica la situazione per quanto riguarda la provincia di Caserta: 4 punti su 4 risultano fortemente inquinati, da Mondragone a Castel Volturno. Anche la provincia di Salerno, che vanta il litorale più lungo e tra i più belli d’Italia, non se la passa bene. Acque inquinate anche in alcune località che hanno ricevuto, su altre spiagge, la Bandiera Blu, come Agropoli e Castellabate.

La Regione ha stanziato 500mln di euro per la depurazione: ma che fine faranno?

Secondo Legambiente il 20% della costa campana risulta non balneabile. Dati confermati anche dai rilievi effettuati dall’Arpac. Il problema risiede nell’annosa questione della carenza depurativa. I depuratori in Campania sono pochi, e quei pochi che funzionano funzionano male. Lo sa anche l’Europa, che dal canto suo chiede alla Regione Campania di risolvere presto e bene il problema della depurazione. Il rischio secondo Legambiente è che i 500 mln di euro di fondi stanziati per una serie di Grandi Progetti non siano coerenti con i Piani di Tutela della Acque e i Piani d’Ambito Territoriali Ottimali. “Siamo molto perplessi sulla efficacia e coerenza degli interventi proposti” ha dichiarato Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico Legambiente Campania a Repubblica. Intanto, la Campania resta agli occhi dell’Europa la regione con il maggior numero di anomalie nel trattamento dei reflui, e sicuramente anche quella con le acque più inquinate. E non c’è peggiore pubblicità per una Regione il cui Pil si regge in buona parte sul turismo, che proprio della bellezza (malata) del suo mare fa uno dei suoi principali punti di forza.