Scampia, bonificata la Vela Verde. La vittoria dei bambini del Centro Insieme

Da 5 mesi gli abitanti della Vela Verde attendevano la bonifica della fogna/discarica sotto casa loro

di Dario Belfiore

Questa mattina, a Scampia, non è stata una mattina come tutte le altre. Dopo 5 mesi di attesa, gli abitanti della Vela Verde, da tempo afflitta dai miasmi dovuti al malfunzionamento delle fogne e alla discarica a cielo aperto che si allargava sotto l’edificio, hanno finalmente visto qualcosa smuoversi. Sono iniziati questa mattina e dureranno almeno 10 giorni i lavori di bonifica della Vela Verde di Scampia, risposta delle istituzioni alla protesta avvenuta venerdì scorso davanti a palazzo San Giacomo.

Le telecamere di Road Tv Italia sono andate a documentare la situazione, a parlare con gli abitanti delle Vele, con i bambini e i volontari del Centro Insieme, la prima struttura di accoglienza delle Vele aperta da Davide Cerullo, che per primi si sono impegnati a portare avanti la causa della bonifica.

 

Scampia. Ci arrivi e sembra che il mondo quasi si fermi, ci arrivi e senti nell’aria qualcosa di pesante e di strano, soprattutto se ci arrivi per la prima volta. Senza averla mai vista da vicino, ma con miriadi di bombardamenti mediatici che te l’hanno descritta come un inferno, un posto in cui è impossibile mettere piede, un giardino in cui non nascono fiori.

Ad accoglierci alle Vele c’è Davide Cerullo, ideatore e responsabile del Centro Insieme, in prima linea nella battaglia per ottenere la bonifica della zona. Davide ci parla del suo progetto, il suo doposcuola, ci racconta i suoi bambini, quegli stessi che hanno animato la protesta di venerdì scorso chiedendo alle istituzioni di intervenire per bonificare la Vela Verde. Perché i più colpiti sono proprio loro, i bambini. Che rischiavano di perdere anche quel poco di svago che il Centro Insieme gli offriva, perché, a causa dei miasmi, frequentarlo era diventato quasi impossibile.

Quando Davide parla dei suoi bambini gli brillano gli occhi.  Inizi a pensare che forse qualche fiore in quel giardino c’è, ma è solo la nebbia ad impedirti di vederlo. “Ma noi non facciamo niente di eccezionale” dice Davide. Lui si considera una persona normale. E in un altro posto magari questa sarebbe davvero la normalità. Davide ci mostra il suo istituto, ci sono colori, libri, giochi, che quasi stonano con tutto quel grigio delle vele la fuori. Poi arrivano due delle bambine che frequentano il doposcuola. Con timidi sorrisi ci raccontano le attività che svolgono, ci parlano di disegni, feste in giardino, burattini. Impossibile non sorridere davanti al futuro che sta dentro a quegli occhi e quei sorrisi. L’innocenza che dovrebbe appartenere ad ogni bambino, qui vale doppio.

Pensi che i fiori di questo giardino sono davvero belli, peccato davvero per questa fastidiosissima nebbia che rende tutto così difficile. Anche vivere. Come racconta Carla, madre di due bambini piccoli, che prima che arrivasse il Centro Insieme era costretta a tenere in casa i suoi figli, perché è troppo pericoloso farli giocare fuori. Oggi Davide e Carla sono contenti del risultato ottenuto, anche se hanno dovuto attendere oltre cinque mesi per questo intervento. Cinque mesi trascorsi tra cumuli di rifiuti impantanati in qualche metro di melma e che esalano un tanfo insopportabile. Pensi che così non si può vivere, che è inconcepibile che ci sia bisogno di un’associazione che si occupi dei bambini al posto dello Stato.

Ma qui a Scampia lo Stato è assente, un padre che si è dimenticato dei propri figli abbandonandoli a se stessi. Eppure, non tutto è marcio qui. Forse Scampia la dipingono più nera di quello che è. Forse davvero “basta crederci e trovi un mare di bene a Scampia”, come dice la scritta che dà il benvenuto nel quartiere. E in effetti è proprio così. A Scampia c’è un mare di bene. Nei volti di chi la vive tutti i giorni e di chi cerca nonostante tutto di migliorarla e di andare avanti. Ma soprattutto negli occhi dei bambini, occhi che guardano lontano, oltre la spazzatura e il degrado.

Tornando, l’aria che prima era tanto pesante si è fatta più leggera. Se ci fossero piu persone a soffiarla via, come fanno ogni giorno Davide e i suoi collaboratori, magari questa nebbia potrebbe anche scomparire.

18 febbraio 2014