Sassuolo-Milan 4-3: rossoneri abbattuti da un poker di Berardi

Il bomber neroverde abbatte il Milan salvando la panchina di Di Francesco

di Francesco Monaco

Nel posticipo domenicale della 19° giornata di campionato, il Sassuolo batte il Milan al termine di una partita dalle mille emozioni. 4-3 il risultato, che sorride ai neroverdi. Nella notte del debutto di Honda (partito dalla panchina) si prende la scena il bomber classe ’94 Berardi, autore di tutte e quattro le reti neroverdi.

A partire forte è il Milan, che mette in discesa il match in appena 13 minuti con l’uno-due firmato da Robinho e Balotelli. A dispetto delle premesse, tuttavia, per i rossoneri sarà una domenica tutt’altro che felice.

Il doppio schiaffio sveglia infatti il Sassuolo, trascinato dal talento Berardi, già sette gol nella stagione del debutto in A. L’attaccante accorcia subito le distanze al quarto d’ora, scattando sul filo del fuorigioco e superando in uscita Abbiati per depositare comodamente in rete, e completa la rimonta dei suoi al 28° beffando Bonera ed infilando nuovamente il portiere rossonero.

È solo l’inizio per la serata disgraziata del Milan, che si fa infilare per la terza volta, e ancora da Berardi, sul finire di tempo quando Emanuelson non può che cedere allo scatto del bomber del Sassuolo.

Nella ripresa la musica non cambia. Passano due minuti e Berardi decide di scrivere la storia mettendo dentro la quarta rete delle sua straordinaria serata. Allegri tenta allora la mossa della disperazione disegnando con i cambi un Milan a trazione anteriore, inserendo Montolivo, Pazzini e dopo poco anche Honda, al tanto atteso esordio. Il giapponese entra subito in partita colpendo il palo, prima che Montolivo riapra la contesa con un destro dal limite al 41°. Nel mezzo Pazzini si divora un paio di occasioni importanti.

Alla fine il triplice fischio premia i ragazzi di Di Francesco, che salva la panchina dopo quattro sconfitte consecutive. Per il Milan invece la classifica inizia a diventare preoccupante. Trenta punti di distacco dalla vetta, e solo sei punti di vantaggio sulla zona retrocessione. La posizione di Allegri, già certo dell’addio a fine stagione, non appare più così salda.

12 gennaio 2014

 

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