Sanremo, seconda serata. Festival della musica o festival della politica?

E’ fu così che anche la seconda giornata sanremese andò.

In apertura e in chiusura, Beppe Fiorello e il suo omaggio a Domenico Modugno. Momento memorabile per gli amanti di Sanremo. Poi la gara inizia: gli altri sette campioni hanno presentato le loro canzoni delle quali solo una gareggerà.

Tanti gli ospiti di questa sera: Neri Marcorè con la sua imitazione di Alberto Angela e un simpatico sketch con Fabio Fazio che intepreta il dinosauro buono Piero Angela, Carla Bruni con una sua nuova canzone ESCLUSIVAMENTE  in francese. Rinnega la patria?

Momento indimenticabile e esilarante il duo Litizzetto-Bruni con la sua versione di una delle più famose canzoni della ex modella e ex first lady francese dove, praticamente al suo fianco, la nostra Lucianina prende in giro la Carlà parlando della sua ricchezza e della sua fortuna. Culo, insomma.

Molti parlano di festival politico piuttosto che musicale, ma, anche questa sera, hanno cantato artisti che hanno portato canzoni dal testo non solo coinvolgente, ma con temi sociali, divertenti e satirici (prendiamo ad esempio la canzone mononota degli Elii).

Inoltre, si è esibito Asaf Avidan, acclamato dalla folla per la sua “Reckoning Song”. Ma non sarebbe stato meglio Mika? E poi, accompagnati per tutta la serata dalla top model Bar Rafaeli che anche se bellissima, non ha surclassato la gioiosità e la simpatia della nostra Lucianina.

Ma passiamo alle pagelle di questa sera dei sette artisti in gara.

I primi ad esibirsi, i Modà: tornati dopo il successo con Emma Marrone, portano due brani sui buoni sentimenti riproponendo la solita formula a cui ci hanno abituati. “Se si potesse non morire” è dedicata ad una ragazza malata di leucemia, “Come l’acqua dentro il mare” invece è l’appassionato discorso di un padre alla figlia. Nonostante siano tra i favoriti, i Modà non sorprendono.

Simone Cristicchi: propone due canzoni molto diverse fra loro. La prima canzone “Mi manchi”, è una serenata delicata e sentimentale, rigorosamente in rima baciata. La seconda, più profonda, “La prima volta che sono morto” parla di una esperienza ultraterrena, durante la quale l’artista incontra Pasolini, Chaplin e Peppino De Filippo! Davvero una bella canzone che riceve il voto del pubblico.

Malika Ayane: la prima canzone “Niente” è stata scritta da Giuliano Sangiorgi infatti, si nota il piglio raffinato del brano che procede lento, impreziosito dalla bellissima voce della cantante. La seconda “E se poi” porta sempre la firma di Sangiorgi ed è più rimata, con una dolce melodia che si fa spazio tra la splendida voce di Malika.

Almamegretta: Esordiscono sul palco con “Mamma non lo sa”, incalzata da un ritmo raggae tribale, suggerisce che il progresso non è sempre sinonimo di benessere. La successiva “Onda che vai” si avvale di un arrangiamento molto particolare. Più intima, fa calare in una dolce atmosfera l’ascoltatore. Gli Almamegretta gareggeranno con “Mamma non lo sa”.

Max Gazzè: tra i più attesi dal pubblico, attacca con “I tuoi maledettissimi impegni”, lamento pop rock di un uomo innamorato, di una donna in carriera che lo trascura. Prosegue con “Sotto casa”, in modo molto più incalzante e coinvolgente, narrando, argomento alquanto insolito, ma non in un festival, regno di polemiche, dei venditori porta a porta di fede! Il pubblico preferisce la seconda, così come noi di RoadTv.

Annalisa: la campionessa di Amici, porta sul palco di Sanremo una canzone molto bella e una invece che non è assolutamente paragonabile all’altra per valore e spessore, rispettivamente “Scintille” e “Non so ballare”. “Scintille” è da cabaret, veloce e colorata, “Non so ballare” è scontata e ha il gusto e il sapore di già sentito. Standard da reality show. Fortunatamente vince la prima.

Elio e le storie tese: infuocano il palco con una ventata di follia e genialità. La prima canzone “Dannati forever” è un’ironica riflessione sul peccato e i peccatori che dovrebbero andare all’Inferno. Decisamente atipica per Sanremo. La seconda è “La canzone mononota”, divertentissima, procede, fa citazioni colte, accenni a Frank Zappa, Rossini e Bob Dylan e acrobazie vocali su una sola nota. Senza dubbio, la canzone più geniale mai sentita a Sanremo. Semplicemente eccezionale.

E’ poi il momento di Sanremo Giovani. Renzo Rubino porta “Il postino”, una ballata su un amore omosessuale. La sua una sorta di biografia. Va in finale. E’ poi il turno di Il Cile che, anche se con il nome da rapper, porta una canzone a detta di alcuni un pò indie un pò trash.

Tocca all’unica ragazza in gara per questa sera e cioè Irene Ghiotto che con la sua “Baciami?” non passa il turno ma ricorda molto Meg dei 99 Posse. Infine, passa il gruppo Blastema con “Dietro l’intima ragione” con un cantante che sembra un mash up tra Luca dei Verdena e il cantante delle Vibrazioni. Passa il turno la loro canzone alla Renga.

E voi, cosa ne pensate? Molti hanno parlato di festival politico. Voi cosa ne pensate?

E ancora, che voto date a questo Sanremo irriverente? Chi vincerà? I favoriti sono Chiara e i Modà. Siete d’accordo?

 

Naomi Mangiapia , Nicola Vitale

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