La sanità in Campania cade a pezzi. Crolla un solaio al Santobono, paura per i bimbi ricoverati

Il crollo è avvenuto ieri sera nel reparto di nefrologia pediatrica del Santobono. C’erano ricoverati tre bambini: tragedia evitata per miracolo

Uno dei piccoli ricoverati al Santobono era proprio lì, un attimo prima che il soffitto crollasse sui tre lettini del reparto di nefrologia pediatrica, al quarto piano dell’ospedale napoletano specializzato proprio nell’assistenza pediatrica.

Che nessuno si sia fatto male è un miracolo. “Solo la fortuna ha evitato la tragedia questa volta. Le sue pantofoline sono ancora sotto le macerie” dicono Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli della Radiazza. Il crollo della controsoffittatura al Santobono è avvenuto ieri sera. Solo tanto spavento per i piccoli pazienti, ma adesso la domanda che tutti, in primo luogo i genitori dei bambini ricoverati, si fanno è: “questo ospedale è sicuro?”.

La Sanità in Campania? Meglio stendere un velo pietoso

Lo stato di degrado in cui versa purtroppo la sanità campana non è un mistero per nessuno. È proprio il caso di dirlo: la sanità in Campania cade a pezzi. Qualche giorno fa proprio Road Tv Italia, grazie alla segnalazione di una lettrice, ha denunciato lo stato di degrado e pericolo in cui versano i balconi del CTO di Napoli, invasi da calcinacci e rifiuti e, chiaramente, inagibili. Intanto, il Governatore Stefano Caldoro da palazzo Santa Lucia combatte una battaglia che sembra persa in partenza contro il turn over, che gli impedisce di sbloccare fondi per il settore sanitario: così, da ottobre, i cittadini saranno costretti a dire addio alle prestazioni convenzionate e a pagare di tasca propria qualunque tipo di visita e accertamento nelle strutture regionali. E, oltre al danno materiale, la beffa del pericolo di rimanere incastrati sotto le macerie di un crollo, in ospedali che sono sempre meno accoglienti, meno funzionanti, meno sicuri.

Manutenzione scadente, abusivismo e condoni: ecco perché Napoli e la Campania cadono a pezzi

I cittadini non si fidano. Hanno paura. Anche perché, come spiegano Borrelli e Simioli, nel caso del Santobono, i lavori di ristrutturazione del reparto di nefrologia pediatrica erano stati fatti da poco. Qualcosa non quadra. Come e da chi sono stati fatti, questi lavori? “Caldoro è consapevole dello stato in cui versa la Sanità in Campania” si chiedono Borrelli e Simioli, “che solo formalmente e secondo quello che lui dice sarebbe risanata ma che nella percezione comune è crollata come il soffitto del Santobono?”

Secondo i due conduttori della Radiazza, il problema è più annoso, e risiede nella mancanza di manutenzione che negli anni ha afflitto gli edifici sia pubblici che privati della città e della Regione intera. Circostanza che espone tutti i cittadini a un grande pericolo per la propria incolumità. Cementificazioni selvagge e assenza di manutenzione, aggravate dal fatto di essere in una zona sismica (una piccola scossa si è avvertita proprio venerdì sera tra Pozzuoli e Napoli, fortunatamente senza alcun danno) e vulcanica per la quale al momento la Protezione Civile non ha adeguati piani di evacuazione in caso di emergenza, rende la situazione veramente pericolosa. “Potremmo trovarci dinanzi a una vera e propria strage” dicono Borrelli e Simioli. “Moriremo come topi in trappola”. E a quel punto chi pagherà?