sanità di frontiera

Sanità di frontiera: Consulcesi al fianco dei medici (VIDEO)

“Sanità di Frontiera” è un progetto umanitario dedicato alla formazione degli operatori sanitari sul tema della salute dei migranti. Ecco i dettagli:

Oggi, 11 ottobre 2016, alle ore 11.30 presso lo Starhotels Terminus di Napoli è stato presentato il progetto umanitario “Sanità di Frontiera”, dedicato alla formazione degli operatori sanitari sul tema della salute dei migranti che coinvolge anche il medico simbolo di Lampedusa, il Dottor Pietro Bartolo

La presentazione del progetto è stata anche un’occasione preziosa per discutere sui diritti dei mediciConsulcesi, infatti, ha consegnato 18 milioni di euro a 449 medici campani ex specializzandi di Napoli e delle altre province della Campania per le borse di studio negate dallo Stato tra il 1978 e il 2006, un diritto che i colleghi del resto d’Italia hanno già ottenuto riavendo indietro le somme che gli erano state negate ingiustamente.

Sono intervenuti alla presentazione Silvestro Scotti, Presidente OMCeO di Napoli, il professor Giuseppe Petrella, Ordinario Chirurgia Generale e Oncologica Università “Tor Vergata” e responsabile scientifico progetto “Sanità di Frontiera” e Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi Group.

Ai nostri microfoni, Massimo Tortella, Presidente del gruppo europeo Consulcesi, e Silvestro Scotti, Presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli. Ecco, nel video, cosa ci hanno detto.

Sanità di frontiera: il progetto di Consulcesi

Ma cosa fa esattamente Consulcesi? Consulcesi lotta al fianco della categoria dei camici bianchi da oltre 20 anni, li tutela legalmente soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento di diritti e rimborsi agli specialisti ’78/2006. Inoltre, lotta con i medici, anche francesi e inglesi, per il giusto rimborso delle ore di lavoro in più e contro irregolarità bancarie e le accuse di malpractice infondate.

Durante l’evento “Sanità di frontiera”, Consulcesi ha materialmente consegnato assegni di rimborso ai medici a cui sono stati negati i rimborsi durante la loro specializzazione e alcuni di loro hanno deciso di testimoniare la propria storia ai colleghi più giovani.