Sanità campana: da ottobre le prestazioni convenzionate non esisteranno più

L’austerità mette a rischio il servizio sanitario campano. Per difendere lo 0,90% del PIl nazionale che ci proviene dall’Europa dell’euro , dal 27 settembre le prestazioni saranno totalmente a carico dei pazienti. Chi non si potrà permettere di pagare non potrà continuare a curarsi.

Dal 27 settembre prossimo, in seguito al Fiscal Pact e all’austerità garantita per la riduzione del debito pubblico, le prestazioni sanitarie convenzionate saranno a pagamento e scaricate totalmente sui contribuenti. Disabili, malati cronici, affetti da malattie rare saranno le fasce di popolazione più colpite e che dovranno sostenere costi pesanti di un errato preventivo di spesa regionale per la sanità campana (provvisto di un margine di errore di almeno tre mesi).

Tutte le associazioni, tra cui le più rappresentative ricordiamo Confindustria, la Federazione dei laboratori di analisi, l’Associazione italiana dell’ospedalità italiana, Associazioni centri di riabilitazione, Sindacato nazionale radiologi, l’Unione industriale della sezione sanità, la Confederazione centri diabete, Associazione italiana sanità specialistica ambulatoriale, sono in subbuglio e avvertono sulla sclerosi antinazionale del patto di stabilità. Dal 27 settembre non sarà più possibile, in maniera convenzionata, usufruire degli esami radiologici, delle analisi biologiche, delle visite cardiologiche e di assistenza ai diabetici, della medicina nucleare.

86 milioni di euro mancano all’appello per la garanzia dei servizi sanitari fondamentali. Lo stato sociale viene fatto a pezzi soprattutto dalla sanità e dall’aggravio totale della spesa sanitaria sulle spalle dei cittadini. La sanità pubblica diviene meno pubblica e lo fa a partire dalla demolizione di anni di conquiste sociali.

Attualmente 80 milioni di euro sono disponibili nelle casse regionali ma sono bloccati per la difesa del beneficio del 0,90% del Pil che ci proviene dalla partecipazione all’area valutaria ottimale dell’euro. Si minaccia la pace sociale per un margine percentuale ridicolo.

Caldoro chiede una legge nazionale e la messa in discussione dell’austerità europea.