Rom in azione, ecco come rubano gli abiti usati dalle campane per la raccolta

Scena surreale questa mattina in via Medina: un giovane rom, indisturbato, si tuffa a capofitto in uno dei contenitori per la raccolta differenziata degli abiti usati

Quante volte scartando i nostri abiti usati ci siamo chiesti chi li avrebbe indossati dopo di noi? Ora abbiamo la risposta: i ladri di vestiti. Sono immagini shock quelle raccolte questa mattina in via Medina a Napoli, a pochi passi da piazza Municipio. Nelle foto si vede chiaramente un ragazzo di etnia rom introdursi, con movenze da vero contorsionista, all’interno di uno dei 400 contenitori disseminati in città dall’Asìa per la raccolta degli abiti usati, che andrebbero consegnati alle associazioni che assistono i bisognosi.

A capofitto nei contenitori: ecco come si rubano gli abiti usati

Sono circa 20 a testa i chilogrammi di abiti usati di cui i cittadini italiani si liberano ogni anno: abiti che, se non differenziati correttamente, vanno ad aggiungersi alla enorme quantità di rifiuti che vengono quotidianamente prodotti e smaltiti nelle discariche e negli inceneritori. Ecco perché l’Asìa da qualche tempo ha provveduto a fornirsi delle campane per la raccolta degli abiti usati, specificando che gli abiti devono essere consegnati in buste di plastica chiuse e in buono stato. Un gesto di solidarietà attraverso il quale i cittadini possono anche dare anche il loro contributo all’ambiente. I contenitori per gli abiti usati però si trasformano in una vera e propria miniera d’oro per i rom: gettandosi a capofitto nei contenitori alle prime ore del mattino, nonostante le bocche dei contenitori siano tutt’altro che larghe, ci pensano loro a fare piazza pulita degli abiti usati, probabilmente per indossarli loro stessi o addirittura per rivenderli.