Le rivoluzioni culturali le hanno fatte sempre i giovani, i ragazzi, gli studenti

Le rivoluzioni culturali, cioè quelle che hanno cambiato davvero la storia dei popoli,  le hanno fatte storicamente sempre  i giovani, i ragazzi, gli studenti.
E ho sempre pensato che se qualcosa è mancato, in questi anni,al movimentismo italiano quelli sono stati proprio i giovani.
Che partecipano poco e che quando lo fanno, non mi sembra che abbiano dentro quel” fuoco” che a quell’età traspare o che dovrebbe trasparire, per le cose in cui si crede.
I perché, di tutto questo, probabilmente sarebbero troppi, e molti non attribuibili  ai ragazzi, ma ho fatto questa premessa per far capire con quanto piacere ho partecipato all’evento, organizzato dalla prof.ssa Sabina Maraffi  del Liceo Scientifico Labriola di Napoli sul tema della “Terra dei fuochi e dei veleni”, oltre che dalla rete sull’innovazione SciTecLab, con il patrocinio di Città della Scienza .

All’incontro è intervenuto il Prof. Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine and Center for Biotechnology della Temple University di Philadelphia, ordinario di Anatomia & Istologia Patologica presso l’Università degli Studi di Siena, autore del libro “Campania, terra di veleni” e da sempre impegnato nella tutela della salute nel martoriato territorio campano.
Ovviamente, al di la’ delle condivisibili tesi del Prof Giordano sull’incidenza dei tumori nelle aeree a rischio della Campania, mi piace soffermarmi  sull’importanza di vedere tanti ragazzi di 16 anni , ascoltare e cercare di capire le ragioni di una delle catastrofi peggiori che ha colpito le nostre terre, per colpa della nostra generazione e di quelle precedenti.
Cioè dei padri, madri, nonni  e nonne o zii di questi adolescenti, che non hanno vigilato, né capito, né voluto vedere il disastro ambientale che, giorno dopo giorno, anno dopo anno, si materializzava nelle nostre vite.

E che hanno votato per decenni una classe politica indecente, corrotta, sciatta come minimo per ignoranza o superficialità , ma più spesso per clientelismo.Un disastro, ricordiamolo, che produce un business legato alle bonifiche che Legambiente stima in  30 miliardi di euro.
Secondo l’associazione ambientalista, infatti, sarebbero in attesa di  riqualificazione circa 100 mila ettari di territorio italiano inquinato, in 39 siti di interesse nazionale (Sin) e 6mila aree di interesse regionale. Tutti questi dati sono contenuti nel rapporto ”Bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà?” La storia raccontata da Legambiente parla di “ritardi, inchieste giudiziarie e commissariamenti”, tanto che “il risanamento in Italia sembra fermo a 10 anni fa, nonostante i drammatici effetti sulla salute” che in diverse zone mettono in pericolo la popolazione, da Taranto a Crotone, da Gela e Priolo a Marghera, passando per la Terra dei fuochi.
Tutto questo lo lasceremo in eredità a loro, ai nostri figli, nipoti, alunni.
Cioè a questi ragazzi e a tanti come loro.
Per questo reputo questa iniziativa assolutamente più importante di tutti i convegni fatti in questi mesi sul disastro ambientale campano .

Perché credo che per uscirne davvero, da questo incubo  e sopratutto per avere finalmente una futura popolazione dotata di una vera cultura ambientale, che sappia fare le scelte conseguenti, ad oggi sempre rimandate, la nostra società deve necessariamente puntare su di loro.
Per cui ben vengano altre centinaia, migliaia di convegni come questo, in tutte le scuole, i licei e le università  della Campania , perché saranno  il vero vaccino contro il ripetersi di errori catastrofici e sopratutto  contro la peggiore malattia che può colpire una società: l’ignoranza .